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Cuba, Trump: “Nessun problema se la Russia consegna petrolio”

Pubblicato: 30/03/2026 13:25

La petroliera russa è effettivamente arrivata nelle acque di Cuba, segnando un passaggio cruciale nella crisi energetica dell’isola e riaccendendo il confronto politico internazionale. A commentare la vicenda è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha dichiarato di non avere «alcun problema» rispetto alla consegna di greggio, anche se proveniente dalla Russia.

Le parole del leader americano arrivano in un contesto delicato, caratterizzato da sanzioni internazionali, restrizioni economiche e una situazione interna cubana sempre più critica.
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La petroliera Anatoly Kolodkin e il carico di greggio

Al centro della vicenda c’è la nave Anatoly Kolodkin, già sottoposta a sanzioni da parte di Stati Uniti, Unione europea e Regno Unito per il suo legame con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.

La petroliera, che trasporta circa 730mila barili di greggio, rappresenta la prima fornitura significativa verso l’isola da mesi. Il suo arrivo segna un momento chiave per la popolazione cubana, alle prese con una grave crisi energetica e difficoltà crescenti nell’accesso a risorse essenziali.

Le dichiarazioni di Trump

A bordo dell’Air Force One, Trump ha chiarito la propria posizione: «Se un Paese vuole inviare petrolio a Cuba in questo momento, non ho alcun problema». Una dichiarazione che appare in contrasto con le recenti decisioni del Dipartimento del Tesoro USA, che avevano vietato esplicitamente a L’Avana di ricevere forniture di petrolio russo.

Nonostante l’apertura sul piano umanitario, il presidente americano ha mantenuto toni duri nei confronti del governo cubano, definendolo inefficace e destinato al fallimento. Una posizione che evidenzia la doppia linea politica tra sostegno alla popolazione e pressione sull’esecutivo dell’isola.

La crisi energetica a Cuba

Negli ultimi mesi, Cuba ha vissuto un peggioramento significativo della propria situazione economica ed energetica. I blackout quotidiani e la carenza di carburante hanno spinto il governo guidato da Miguel Díaz-Canel ad adottare misure straordinarie, tra cui il razionamento della benzina.

Il carico della petroliera potrebbe garantire una copertura temporanea del fabbisogno energetico nazionale, stimata in circa nove o dieci giorni. Tuttavia, si tratta di una soluzione limitata, che non risolve le criticità strutturali dell’isola.

Tensioni internazionali e scenari

La vicenda si inserisce in un quadro geopolitico complesso, aggravato dalla perdita del sostegno del Venezuela, storico alleato energetico di Cuba. Questo ha aumentato la dipendenza dell’isola da forniture esterne, rendendola più vulnerabile alle dinamiche internazionali.

Trump ha inoltre ventilato la possibilità di introdurre tariffe contro i Paesi che continueranno a fornire petrolio a Cuba, mantenendo alta la pressione diplomatica. Allo stesso tempo, diversi Stati, tra cui Messico, Cina, Brasile e Italia, hanno già fornito aiuti umanitari all’isola.

Un equilibrio fragile

L’arrivo della petroliera russa rappresenta un sollievo immediato per la popolazione cubana, ma non modifica in modo sostanziale il quadro generale. Le tensioni tra Stati Uniti e Cuba restano elevate, mentre il tema dell’embargo, in vigore dal 1962, continua a essere al centro del dibattito internazionale.

In questo scenario, la gestione delle risorse energetiche e delle relazioni diplomatiche sarà decisiva per il futuro dell’isola, sospesa tra esigenze umanitarie e pressioni geopolitiche sempre più complesse.

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