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Non era intossicazione ma omicidio: madre e figlia morte a Natale sono state avvelenate

Pubblicato: 31/03/2026 19:10

Svolta nelle indagini sulla morte di madre e figlia a Campobasso: la Procura ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato, ribaltando l’ipotesi iniziale di una intossicazione alimentare.

Le vittime sono Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella Di Jelsi, 50 anni, decedute pochi giorni dopo Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso in seguito a un rapido peggioramento delle condizioni cliniche.

Secondo gli ultimi accertamenti, le due sarebbero state avvelenate con ricina, una potente sostanza tossica rilevata nel sangue durante esami effettuati sia in Italia sia all’estero.

La presenza della ricina nel sangue rappresenta il punto di svolta dell’inchiesta, portando gli investigatori a escludere progressivamente l’ipotesi accidentale e a orientarsi verso un’azione volontaria.

TResta ancora da chiarire chi abbia somministrato il veleno e con quali modalità. L’indagine, al momento contro ignoti, si concentra sulla ricostruzione delle ultime ore trascorse dalle vittime nella loro abitazione di Pietracatella.

Gli inquirenti stanno analizzando in modo approfondito i rapporti familiari e personali, alla ricerca di eventuali tensioni o elementi utili a comprendere il contesto in cui si è consumata la tragedia.

L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Larino per il filone relativo all’omicidio, mentre resta aperto un secondo fronte a Campobasso sulle presunte responsabilità mediche, con cinque medici indagati.

Fondamentali per la svolta sono stati gli esami tossicologici, estesi anche a laboratori internazionali, tra cui Svizzera e Stati Uniti, per verificare la presenza e la natura della sostanza.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo, con la casa della famiglia ancora sotto sequestro e nuovi accertamenti in corso per individuare il responsabile di un caso che si configura sempre più come un avvelenamento volontario.

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