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Figc, Gravina convoca riunione tra le parti per domani. Abodi: “Chiederò sue dimissioni”

Pubblicato: 01/04/2026 13:28

Il panorama del calcio italiano sta attraversando uno dei suoi momenti più bui e complessi, culminato nella notizia di una convocazione d’urgenza che promette di segnare un punto di non ritorno per le istituzioni sportive del nostro Paese. La FIGC, sotto la guida del presidente Gabriele Gravina, ha ufficialmente indetto per domani, 2 aprile, una riunione fondamentale che vedrà coinvolte tutte le componenti principali del sistema calcistico nazionale. Questo vertice non è una semplice formalità burocratica, ma rappresenta la risposta immediata a una crisi di risultati e di credibilità che ha colpito duramente il cuore dei tifosi e degli addetti ai lavori. Il fallimento sportivo della Nazionale, rimasta fuori dalla Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva, ha generato un’onda d’urto che travalica il rettangolo di gioco per investire i vertici dirigenziali.

Nel contempo Abodi ha chiesto a Gravina un “sussulto di dignità” a margine di un evento: “Gravina? Gli chiederò personalmente di dimettersi. Giancarlo Abete prima e poi Carlo Tavecchio, dopo i fallimenti della Nazionale, lasciarono perché ebbero un sussulto di dignità”.

Una convocazione per decidere il futuro

Il comunicato della Federazione chiarisce che al tavolo siederanno i rappresentanti della Serie A, della Serie B, della Lega Pro e della Lega Nazionale Dilettanti, insieme alle associazioni che tutelano gli allenatori e i calciatori. L’obiettivo primario di questo incontro è analizzare le macerie di un progetto tecnico che non ha saputo garantire la partecipazione al torneo più importante del pianeta, sollevando dubbi atroci sulla gestione complessiva del movimento. La tensione è palpabile e le voci di un imminente terremoto istituzionale si fanno sempre più insistenti, mentre l’opinione pubblica chiede a gran voce segnali di discontinuità rispetto al passato recente.

Il clima di contestazione esterna

Fuori dai palazzi del potere, il malcontento è esploso in forme di protesta civile ma estremamente decise. La sede della Federazione è stata oggetto di un lancio di uova e sono apparsi numerosi striscioni che puntano il dito direttamente contro la presidenza di Gabriele Gravina. Questo clima di ostilità riflette il senso di frustrazione di una nazione che vede nel calcio non solo uno sport, ma un elemento di identità collettiva ormai ferito. La pressione esterna giocherà un ruolo determinante nella riunione di domani, poiché i dirigenti sanno di non poter ignorare il grido di aiuto che arriva dalle piazze e dai social network.

Al coro dei critici si sono unite personalità di altissimo profilo che chiedono una rifondazione totale. Il Ministro per lo sport Andrea Abodi ha parlato esplicitamente della necessità di un rinnovamento profondo dei vertici federali, sottolineando come il sistema attuale sembri aver esaurito la sua spinta propulsiva. A queste dichiarazioni si aggiungono quelle di Aurelio De Laurentiis, che suggerisce l’azzeramento totale delle cariche e vede in Giovanni Malagò la figura ideale per riportare il calcio italiano ai fasti di un tempo. Anche grandi ex del passato come Demetrio Albertini concordano sul fatto che il nome del futuro presidente sia meno importante rispetto alla qualità del progetto di rinascita che dovrà essere messo in campo immediatamente.

Nuove regole e prospettive internazionali

Nonostante il caos interno, il mondo del calcio continua a evolversi e la riunione di domani dovrà tenere conto anche delle novità regolamentari proposte dall’Ifab. Si parla infatti di una riduzione dei tempi morti e dell’introduzione del Var sul secondo cartellino giallo, cambiamenti che mirano a rendere il gioco più fluido e giusto. Allo stesso tempo, lo sguardo della Federazione deve restare vigile sulle dinamiche globali, come l’organizzazione dei Mondiali 2030 che celebreranno il centenario della competizione. Per l’Italia, l’obiettivo è tornare a essere protagonista in quegli scenari, partendo dalla valorizzazione dei giovani talenti che rappresentano l’unica vera luce in un momento di profonda oscurità sportiva. La sfida per Gravina e per tutti i partecipanti al vertice di domani sarà quella di trasformare una crisi senza precedenti in un’opportunità di crescita strutturale.

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Ultimo Aggiornamento: 01/04/2026 14:37

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