
Nazionale di calcio, dopo l’eliminazione contro la Bosnia e il fallimento dell’accesso al Mondiale 2026, il calcio italiano si prepara a una fase di profondo cambiamento. In attesa delle decisioni ai vertici della Federcalcio e delle possibili dimissioni di Rino Gattuso, iniziano già a circolare i nomi dei candidati per la panchina azzurra.
Il tema è destinato a intrecciarsi con la crisi istituzionale in corso, alimentata anche dall’intervento del ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha aperto uno scenario di possibile rifondazione del sistema.
Conte in pole, Mancini subito dietro
Secondo le principali piattaforme di scommesse, il favorito per la panchina della Nazionale è Antonio Conte, già commissario tecnico tra il 2014 e il 2016. Il suo ritorno viene quotato intorno a 3,50, confermando come sia il profilo più accreditato in questa fase.
Alle sue spalle c’è Roberto Mancini, protagonista della vittoria dell’Europeo 2021 e già alla guida degli azzurri fino al 2023. Le sue quote oscillano tra 5,00 e 6,00, segno di una candidatura concreta ma al momento meno forte rispetto a quella di Conte.
Le alternative: Allegri, Inzaghi e gli altri
La lista dei possibili candidati è ampia e comprende diversi allenatori di primo piano. Tra questi figura Massimiliano Allegri, attualmente impegnato nella corsa scudetto con il Milan, il cui nome resta uno dei più ricorrenti quando si parla di Nazionale. Le sue quote si attestano intorno a 10-12.
Tra i possibili outsider c’è anche Simone Inzaghi, oggi in Arabia Saudita ma considerato un profilo di alto livello, pronto eventualmente a rientrare in Italia in caso di chiamata.
Più distaccate, ma comunque presenti, le candidature di tecnici legati alla generazione campione del mondo 2006. Tra questi Fabio Grosso e Fabio Cannavaro, oltre a Daniele De Rossi, oggi al Genoa, che continua a essere monitorato come possibile soluzione alternativa.
Una scelta legata anche alla crisi FIGC
La scelta del prossimo commissario tecnico dipenderà inevitabilmente da quanto accadrà ai vertici federali. L’eventuale uscita di scena di Gravina e il riassetto della governance potrebbero influenzare tempi e modalità della decisione.
In questo contesto, le quote riflettono non solo il valore tecnico dei candidati, ma anche l’incertezza che circonda il futuro del calcio italiano. La corsa è aperta, ma il duello tra Conte e Mancini, almeno per ora, appare il punto di partenza.


