
Il conto alla rovescia per la nuova stagione televisiva riaccende, come ogni anno, la domanda che tiene banco a Rai1: Domenica In sarà davvero senza Mara Venier? Stavolta, però, l’aria è diversa e il retroscena si fa più concreto: tra segnali, indiscrezioni e un equilibrio che sembra meno granitico, l’ipotesi del “dopo” non appare più solo un rito.
A contribuire al clima di tensione, anche quanto accaduto nelle scorse settimane in diretta con Teo Mammucari: un episodio che, agli occhi di molti, ha dato la sensazione di una crepa in un meccanismo da tempo sotto osservazione. E quando scricchiola un gigante della domenica tv, il rumore arriva ovunque.
Un programma simbolo che cerca aria nuova
Il punto, infatti, non è soltanto l’eventuale addio di una conduttrice amatissima, ma il futuro di un contenitore che ha segnato la storia della televisione italiana. Domenica In resta un marchio fortissimo, ma cresce l’idea che serva un rinnovamento: una parte del pubblico percepisce la formula come troppo legata a uno schema consolidato, tra interviste confidenziali, volti ricorrenti e un’impostazione riconoscibile, sì, ma poco incline a cambiare pelle.
In questo scenario, in Rai si ragiona su un profilo capace di tenere insieme autorevolezza e popolarità, con una possibile nuova identità editoriale. Insomma: innovare senza fare esplodere il “salotto” della domenica, ma dandogli un ritmo diverso, meno prevedibile.
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Domenica in senza Mara Venier: spunta un nome a sorpresa
E qui arriva il nome che, più di altri, ha fatto sobbalzare addetti ai lavori e osservatori. Secondo quanto rilanciato nelle ultime ore, e come riportato anche nel retroscena attribuito a Vanity Fair, tra i profili monitorati sarebbe spuntato con forza quello di Giorgia Cardinaletti.
Una candidatura che rompe gli schemi perché non arriva dal recinto dell’intrattenimento puro: Cardinaletti è il volto del Tg1 delle 20 e rappresenterebbe l’idea di una conduzione ibrida, capace di muoversi tra attualità, costume e racconto leggero. Se l’ipotesi venisse davvero approfondita dai vertici Rai, sarebbe una discontinuità netta. E, per un programma storico, un cambio così può sembrare un salto nel vuoto o una scossa necessaria.

Il profilo Cardinaletti e l’idea di una domenica più “mista”
La sua candidatura viene letta come interessante anche per un motivo strategico: permetterebbe di ripensare il pomeriggio festivo senza strappi clamorosi, ma introducendo un tono diverso. L’esperienza nell’informazione, unita alle apparizioni in eventi di grande richiamo come il Festival di Sanremo al fianco di Carlo Conti, rafforza l’immagine di un volto in grado di reggere una sfida pesante senza perdere credibilità.
E c’è di più: in questo scenario, Cardinaletti potrebbe anche non abbandonare del tutto il giornalismo televisivo, seguendo un modello già visto altrove, quello di figure che alternano informazione e intrattenimento. Una scommessa meno tradizionale ma, proprio per questo, potenzialmente perfetta per dare a Domenica In quella veste inedita che molti, da tempo, chiedono.

Gli altri nomi in corsa e la partita ancora apertissima
Naturalmente, la corsa non finisce qui. Restano fortissimi anche i nomi di Alberto Matano e Caterina Balivo, due colonne del daytime di Rai1. Matano, in particolare, viene indicato da più fonti come uno dei profili più solidi, anche per il rapporto personale con Mara Venier e per una collocazione editoriale che lo renderebbe, almeno sulla carta, il candidato più immediato.
Balivo, dal canto suo, rappresenterebbe una scelta più orientata al ritmo, alla leggerezza e a una conduzione brillante. Sullo sfondo restano anche Eleonora Daniele e, in alcuni retroscena, altri nomi pronti a inserirsi in un eventuale effetto domino nel palinsesto.
Nessuna conferma ufficiale, ma la sensazione è che sia tutto più reale
Per ora non ci sono conferme ufficiali. Ed è proprio questa assenza di certezze a rendere la partita ancora più magnetica: Mara Venier resta il volto che più di ogni altro si identifica con Domenica In, ma l’impressione è che stavolta la Rai stia valutando il dopo con maggiore concretezza.
Se fino a ieri il toto-nomi sembrava un esercizio quasi rituale, oggi appare come il segnale di una riflessione vera su come cambiare uno dei programmi più longevi del servizio pubblico. E in questa riflessione, il nome di Giorgia Cardinaletti, fino a poco fa inatteso, finisce per raccontare meglio di tutti la direzione in cui si starebbe muovendo Viale Mazzini: meno continuità rassicurante, più voglia di sorprendere.


