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Frana in Molise, tratto A14 ancora chiuso: deviati tutti i mezzi pesanti

Pubblicato: 08/04/2026 10:17

L’asse viario del versante adriatico è attualmente paralizzato da una minaccia silenziosa che arriva dal sottosuolo molisano. Dalla mezzanotte di oggi, lungo l’autostrada A14, è scattato il divieto assoluto di transito per i mezzi pesanti con massa superiore alle 7,5 tonnellate nel tratto compreso tra Val di Sangro e Vasto sud, in direzione Bari. Il provvedimento, come confermato da una nota ufficiale di Autostrade per l’Italia, è stato adottato in via precauzionale in stretto accordo con le autorità. Questa restrizione si somma alle chiusure totali già attive tra Vasto sud e Termoli (verso Bari) e tra Poggio Imperiale e Vasto sud (verso Pescara). La causa di questo caos logistico è il risveglio del fronte franoso di Petacciato, in Molise, che ha fatto scattare i sistemi di monitoraggio elettronico installati per la sicurezza dei viadotti.

Frana di Petacciato: verifiche tecniche e percorsi alternativi

La situazione appare estremamente fluida e preoccupante: sul luogo dell’evento, i tecnici continuano a sorvegliare il movimento terra che, stando alle ultime rilevazioni, non si è ancora assestato. Proprio per questo motivo, la società informa che «non è ancora possibile prevedere tempistiche per la riapertura del tratto». Sebbene al momento non si segnalino code chilometriche, il disagio per il settore dei trasporti è immenso. La viabilità ordinaria è altrettanto compromessa: la SS16 Adriatica risulta infatti non percorribile nel segmento interessato dal movimento franoso, costringendo gli automobilisti a deviazioni complesse. Per i veicoli leggeri diretti a Bari, il consiglio è di uscire a Vasto sud e imboccare la SS650 Trignina verso Isernia/Campobasso; percorso inverso per chi viaggia verso nord, con uscita obbligatoria a Poggio Imperiale.

Per i mezzi pesanti e per chi deve affrontare lunghe percorrenze, le raccomandazioni sono drastiche: per raggiungere la Puglia è necessario deviare sulla A1 Milano-Napoli e successivamente sulla A16 Napoli-Canosa. Lo scenario è critico, con binari ferroviari deformati e l’asfalto autostradale lesionato che lasciano presagire tempi di ripristino lunghi. Le autorità locali parlano di un monitoraggio h24, mentre l’intera dorsale adriatica resta spaccata in due in attesa che la terra smetta finalmente di scivolare verso valle.

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