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Avvelenamento con la ricina, interrogati padre e figlia: nuovi sviluppi nell’inchiesta di Pietracatella

Pubblicato: 08/04/2026 09:18

Prosegue senza sosta l’inchiesta sulle morti sospette di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove due donne – madre e figlia – sono decedute a poche ore di distanza alla fine di dicembre. Nella giornata dell’8 aprile, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sui familiari più stretti, ascoltando per ore in Questura a Campobasso il padre e l’altra figlia, unici sopravvissuti della famiglia. L’interrogatorio, iniziato in mattinata, si è protratto fino a sera, in un clima di massimo riserbo.

Le vittime, la 15enne Sara e la madre Antonella Di Ielsi, si erano sentite male durante le festività natalizie nella loro abitazione. In un primo momento si era parlato di una possibile intossicazione, ma con il passare dei giorni l’ipotesi si è trasformata in quella ben più grave di avvelenamento. Dopo un primo accesso al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso e il successivo rientro a casa, le condizioni delle due erano rapidamente peggiorate, fino al decesso avvenuto tra il 27 e il 28 dicembre.

La pista della ricina e i nuovi accertamenti

Gli ultimi sviluppi investigativi hanno portato al ritrovamento di tracce di ricina nel sangue delle vittime, una sostanza altamente tossica che avrebbe causato la morte. È proprio alla luce di questa scoperta che gli investigatori hanno deciso di riascoltare padre e figlia, già sentiti nei mesi scorsi ma mai nell’ambito della nuova ipotesi accusatoria. I due sono stati ascoltati come testimoni e hanno fatto ingresso negli uffici della polizia da un accesso secondario, evitando il contatto con giornalisti e telecamere.

Parallelamente, la Squadra mobile ha esteso le audizioni ad almeno una ventina di persone tra parenti e conoscenti, nel tentativo di ricostruire abitudini, rapporti e possibili moventi. Le indagini si concentrano anche sulla provenienza della ricina, con verifiche su eventuali ricerche online o tentativi di acquisto della sostanza.

Sopralluogo nella casa e ipotesi di duplice omicidio

Nei prossimi giorni è previsto un nuovo sopralluogo all’interno dell’abitazione della famiglia, ancora sotto sequestro, dove gli investigatori cercheranno ulteriori tracce del veleno. L’obiettivo è chiarire modalità e tempi dell’eventuale contaminazione, elemento centrale per la ricostruzione dei fatti.

La Procura di Larino procede per duplice omicidio premeditato, ipotesi che ha assorbito anche il precedente filone per omicidio colposo nei confronti di cinque medici, inizialmente indagati per la gestione sanitaria del caso. L’inchiesta resta aperta e complessa, con diversi punti ancora da chiarire e nessuna pista esclusa.

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Ultimo Aggiornamento: 08/04/2026 21:25

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