
La Russia accusa l’Ucraina di preparare nuovi attacchi contro navi russe nelle acque del Nord Europa, in particolare nel Mare di Barents e nel Mare di Norvegia. A riferirlo è l’agenzia di stampa ufficiale russa TASS, che cita fonti militari e diplomatiche secondo cui Kiev starebbe pianificando operazioni contro unità navali impegnate nelle rotte commerciali legate al porto di Murmansk.
Secondo queste fonti, gli attacchi sarebbero in fase di preparazione con il supporto di specialisti della Marina norvegese, un elemento che Mosca interpreta come un possibile coinvolgimento indiretto della NATO nel conflitto. Si tratta tuttavia di accuse non verificate in modo indipendente e che si inseriscono nel quadro più ampio della guerra informativa tra le parti.
Addestramento in Norvegia e uso di droni navali
Sempre secondo quanto riferito da TASS, un gruppo di circa 50 militari ucraini appartenenti alla 385ª brigata navale specializzata in sistemi senza pilota sarebbe arrivato in Norvegia per partecipare ad attività di addestramento congiunto.
L’addestramento riguarderebbe l’impiego di droni navali e sistemi sottomarini senza equipaggio, in particolare in condizioni ambientali difficili, come le basse temperature tipiche delle acque del Nord. Le esercitazioni si starebbero svolgendo direttamente nel Mare di Norvegia, con il coinvolgimento delle forze speciali navali norvegesi.
Mosca sostiene che queste attività rappresentino un passo verso operazioni offensive contro il traffico marittimo russo, ipotesi che, se confermata, segnerebbe un ulteriore ampliamento geografico del conflitto.
Le accuse alla NATO e il rischio escalation
Le autorità russe, attraverso fonti politico-militari citate dall’agenzia, accusano la Norvegia di contribuire a un’escalation, arrivando a sostenere che tali attività possano trascinare l’intera NATO in un confronto diretto con la Russia.
Si tratta di dichiarazioni che riflettono una crescente tensione lungo i confini settentrionali dell’Europa, un’area finora rimasta ai margini del conflitto ma strategicamente rilevante per il controllo delle rotte energetiche e commerciali.
I precedenti: attacchi a navi russe
Le accuse arrivano in un contesto già segnato da episodi di attacchi a navi russe attribuiti da Mosca all’Ucraina. Il 3 marzo, secondo il Ministero dei Trasporti russo, una nave gassiera è stata colpita da droni nel Mar Mediterraneo, nei pressi di Malta: l’equipaggio è riuscito a salvarsi, ma due marinai sono rimasti feriti.
Un altro episodio risale al 3 aprile, quando una nave mercantile carica di grano è stata attaccata nel Mar d’Azov. In quel caso, l’attacco avrebbe causato la morte di tre membri dell’equipaggio, mentre altri nove sono riusciti a mettersi in salvo dopo giorni alla deriva.
Un quadro ancora incerto
Al momento non vi sono conferme indipendenti delle accuse russe sui presunti preparativi in Norvegia. Tuttavia, il loro rilancio segnala un aumento della tensione anche sul fronte settentrionale e contribuisce ad alimentare un clima di crescente instabilità.
Il rischio è che il conflitto, già esteso su più scenari, possa ulteriormente ampliarsi, coinvolgendo nuove aree strategiche e attori internazionali.


