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“Numeri mai visti”. Sondaggi, chi vincerebbe oggi in Italia: il dato che spiazza tutti

Pubblicato: 09/04/2026 08:46

Se si votasse oggi, il quadro politico italiano apparirebbe tutt’altro che stabile. Dopo la sconfitta al referendum costituzionale sulla giustizia, la maggioranza di governo registra segnali di difficoltà, aggravati dall’incertezza economica legata alla guerra in Iran e alla conseguente crisi energetica.

Secondo il Barometro Politico di Istituto Demopolis, Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 28,5%, ma in calo rispetto ai mesi precedenti. Il distacco sul Partito Democratico, fermo al 22,6%, si riduce, mentre cresce la percezione di una competizione più aperta.

Al terzo posto si conferma il Movimento 5 Stelle con il 13%, in lieve crescita. Un dato che rafforza il ruolo del partito guidato da Giuseppe Conte negli equilibri dell’opposizione.

Nel centrodestra si registra il sorpasso di Forza Italia sull’Lega: gli azzurri salgono all’8,3%, mentre il partito di Matteo Salvini scende al 7,2%, segnando uno dei cali più significativi del periodo.

Resta stabile Alleanza Verdi Sinistra al 6,6%, mentre emerge il nuovo soggetto politico Futuro Nazionale, fondato da Roberto Vannacci, che si attesta al 3,5% erodendo consensi soprattutto alla Lega.

Sotto la soglia del 3% restano invece i partiti centristi: Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi. Nel complesso, l’affluenza stimata si attesterebbe intorno al 62%, in lieve ripresa.

Il trend evidenzia un calo di circa 1,5 punti per il partito della premier Giorgia Meloni rispetto a febbraio. Al contrario, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein cresce leggermente, così come il Movimento 5 Stelle.

Sul piano delle coalizioni, il centrodestra si fermerebbe al 45%, mentre il cosiddetto “campo largo” – che include Pd, M5s e altre forze – raggiungerebbe il 46%, superando di misura la maggioranza. Un dato che fotografa un equilibrio politico sempre più incerto.

A pesare sul consenso è soprattutto il contesto economico. I timori degli italiani restano elevati: oltre l’80% indica come priorità il costo dei carburanti, seguito dall’aumento delle bollette e dei prezzi alimentari. In questo scenario, più che le alleanze o la legge elettorale, sarà la situazione economica a determinare l’esito delle prossime elezioni.

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