
Il mondo dello sport italiano, e in particolare quello del pattinaggio, si è svegliato immerso in un dolore profondo e improvviso. Nella frazione di Mirabella a Breganze, in provincia di Vicenza, è stato rinvenuto il corpo senza vita di Marco Conte, figura leggendaria dell’hockey su pista e indimenticabile protagonista del primo, storico scudetto del Bassano. Il 50enne, la cui carriera agonistica ha segnato un’epoca per gli appassionati della disciplina, lascia la moglie e tre figli, nel vuoto di una tragedia che appare ancora priva di contorni definiti. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli investigatori, il decesso potrebbe risalire alle prime luci dell’alba: il vicentino si trovava in sella alla sua bicicletta elettrica quando, per dinamiche tuttora in fase di approfondimento, è finito all’interno di una roggia, trovando la morte per annegamento.
Un addio che scuote il vicentino: tra ipotesi di malore e messaggi di cordoglio
Il cadavere del campione è stato scoperto quasi per caso da alcuni addetti alla raccolta dei rifiuti che stavano operando nella zona; sono stati proprio loro a far scattare immediatamente l’allarme, permettendo l’intervento delle autorità. Attualmente, i carabinieri stanno indagando senza sosta per determinare se la caduta fatale sia stata causata da un improvviso malore che ha colto l’ex sportivo durante la pedalata o se si sia trattato di un tragico incidente causato dalle insidie delle strette strade di campagna. La notizia ha generato un’ondata di commozione virtuale, con centinaia di messaggi che hanno inondato i social. Tra i più toccanti, quello dell’HRC Monza: “Un pezzo di storia di Breganze se ne va all’improvviso. Alla sua bella famiglia e ai suoi amici più stretti, va il nostro abbraccio sincero in una delle giornate più tristi”.
L’intera comunità si è stretta attorno ai familiari in un momento di strazio inimmaginabile, in attesa che i rilievi terminino per poter procedere con le esequie. Al momento, gli inquirenti non escludono alcuna pista, sebbene l’incidente autonomo e il cedimento fisico restino le ipotesi più accreditate. Solo il completamento del lavoro dei militari e gli esami autoptici potranno fare piena luce su come sia stato possibile che un uomo con la tempra e il fisico di un ex atleta di alto livello sia finito vittima di una trappola d’acqua a pochi passi da casa.

