Vai al contenuto

Guerra Iran, Starmer incalza Trump: “Piano rapido per riaprire Hormuz”

Pubblicato: 10/04/2026 12:25

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha avuto un colloquio con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla necessità di definire al più presto un piano concreto per ripristinare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito da Downing Street, i due leader hanno concordato che, dopo il cessate il fuoco e l’intesa sull’apertura dello stretto, si entra ora nella fase operativa: garantire la ripresa delle spedizioni nel più breve tempo possibile. Londra è impegnata nel coordinamento con i partner internazionali per costruire un “piano praticabile” sulla libertà di navigazione, mentre nuovi contatti tra i due leader sono attesi nei prossimi giorni.

Energia e tensioni: “Basta bollette influenzate dai conflitti”

Parallelamente, Starmer ha assunto toni duri sul fronte energetico, dichiarandosi “stufo” dell’aumento delle bollette causato dalle tensioni internazionali, citando sia la guerra in Ucraina sia il conflitto con l’Iran. Il premier britannico, in visita nel Golfo con tappa finale in Qatar, ha sottolineato l’impatto diretto delle crisi geopolitiche sulle famiglie europee. Ha inoltre chiesto lo stop agli attacchi israeliani in Libano, ritenuti un fattore di destabilizzazione che rischia di compromettere la già fragile tregua in Medio Oriente.

Hormuz ancora bloccato: transiti limitati e traffico quasi paralizzato

Nonostante l’annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, la situazione nello Stretto di Hormuz resta estremamente critica e lontana da una reale normalizzazione. Secondo le ultime ricostruzioni, il passaggio delle petroliere è stato di fatto interrotto o fortemente limitato, con diverse navi costrette a invertire la rotta o a rimanere in attesa nel Golfo Persico.

Teheran continua a esercitare un controllo diretto sul traffico marittimo, imponendo autorizzazioni preventive e minacciando interventi contro le imbarcazioni non autorizzate, mentre centinaia di navi restano bloccate nella regione. Anche nei rari casi di attraversamento, i transiti avvengono in modo contingentato e sotto stretta supervisione militare iraniana, segno di una tregua che, almeno sul piano operativo, non ha ancora riaperto davvero uno dei corridoi energetici più strategici al mondo. Il risultato è una paralisi quasi totale del flusso commerciale, con effetti immediati sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento globali.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure