
Il caro carburanti accende lo scontro politico e mette in evidenza una frattura all’interno della maggioranza. Da un lato Matteo Salvini, che invoca un intervento diretto sulle compagnie petrolifere, dall’altro il ministro delle Imprese Adolfo Urso, che invece minimizza e parla di prezzi già in calo. Sullo sfondo, un contesto internazionale in lieve distensione che non basta però a ridurre sensibilmente il peso dei rincari per famiglie e imprese.
Prezzi in lieve calo, ma restano livelli elevati
Secondo le rilevazioni del Codacons, i prezzi mostrano una flessione: il gasolio scende a 2,166 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 1,790 euro. Anche in autostrada si registrano piccoli ribassi. Tuttavia, i livelli restano molto superiori rispetto al periodo precedente alle tensioni in Medio Oriente.
L’impatto sui consumatori resta significativo: gli italiani spendono oltre 148 milioni di euro in più a settimana per i rifornimenti. Parallelamente, l’intera filiera dei carburanti registra introiti aggiuntivi rilevanti, così come lo Stato, grazie all’effetto combinato di Iva e accise.
Salvini: “Convocare i petrolieri e valutare tassa sugli extraprofitti”
È su questo squilibrio che interviene Salvini, chiedendo un confronto diretto con le compagnie. Il vicepremier sottolinea come i prezzi alla pompa salgano rapidamente quando aumentano le quotazioni, ma scendano con maggiore lentezza quando i costi si riducono.
Da qui l’apertura a un intervento più incisivo: tassare gli extraprofitti delle aziende energetiche, oltre che delle banche, se necessario. Una posizione che segna un cambio di tono all’interno della maggioranza e riporta al centro il tema della redistribuzione dei margini accumulati dal settore.
Urso: “Non serve intervenire, i prezzi stanno già scendendo”
Di segno opposto la lettura di Urso, che esclude la necessità di nuove convocazioni e rivendica l’efficacia delle misure già adottate. Il ministro evidenzia come le compagnie abbiano risposto alle sollecitazioni del governo, riducendo i prezzi negli ultimi giorni.
Urso richiama inoltre gli interventi già messi in campo, tra cui il taglio delle accise e il credito d’imposta per l’autotrasporto, sostenendo che la situazione sia sotto controllo.
Opposizioni all’attacco: “Spettacolo indecoroso, governo in confusione”
La divergenza tra i due esponenti dell’esecutivo diventa subito terreno di scontro politico. Le opposizioni parlano di “spettacolo indecoroso” di un governo in difficoltà, incapace di offrire una linea unitaria.
Tra le voci più critiche quella di Angelo Bonelli, che accusa l’esecutivo di incoerenza e immobilismo. Secondo il deputato di Avs, il governo avrebbe speso risorse per misure temporanee senza affrontare il problema alla radice, continuando a evocare una tassazione degli extraprofitti senza però tradurla in interventi concreti.
Un nodo ancora aperto
Il confronto sul caro carburanti resta dunque aperto, tra letture divergenti e proposte non ancora condivise. Da un lato il tentativo di rassicurare sull’andamento dei prezzi, dall’altro la pressione per interventi più strutturali.
Nel mezzo, famiglie e imprese continuano a fare i conti con costi elevati, mentre il tema dell’energia si conferma uno dei più sensibili dell’agenda politica ed economica.


