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Anziani morti in ambulanza, Luca Spada intercettato: “Soffrivano troppo. Mi è piaciuto, lo rifarò”

Pubblicato: 12/04/2026 11:53

Il velo di orrore che avvolgeva i decessi sospetti avvenuti nel forlivese nel corso del 2025 è stato squarciato da un’inchiesta che lascia senza fiato. Luca Spada, autista di ambulanze della Croce Rossa di 27 anni, è finito in manette con l’accusa agghiacciante di omicidio volontario premeditato. Secondo gli inquirenti, il giovane avrebbe ucciso sei anziani durante il delicato momento del trasporto da un ospedale all’altro. A incastrare l’uomo non sono solo i rilievi tecnici, ma anche una serie di intercettazioni shock cariche di una ferocia inaudita. Dopo il decesso di una delle vittime, l’85enne Deanna Mambelli, Spada è stato ascoltato mentre pronunciava frasi che hanno gelato il sangue degli investigatori: “Quei vecchietti soffrivano troppo, giusto che vadano davanti a Dio”. Ma c’è un dettaglio ancora più inquietante che ha spinto i magistrati a temere l’immediato pericolo di reiterazione del reato: l’indagato avrebbe infatti aggiunto, con agghiacciante freddezza, “Mi è piaciuto, lo rifarò”.

L’arresto a Forlì e la prova definitiva del medico legale

L’operazione è scattata all’alba, quando i Carabinieri di Forlì e i Nas hanno prelevato il 27enne dall’abitazione che condivideva con la fidanzata Elena e il loro figlio di appena un anno. Un contrasto stridente tra la normalità di una giovane famiglia e l’atrocità dei crimini contestati. Il caso della signora Mambelli, colta da un malore fatale il 25 novembre proprio mentre si trovava sull’ambulanza guidata da Spada, è diventato il cardine dell’intera indagine. Per il GIP, l’elemento determinante è rappresentato dall’esito dell’esame autoptico affidato alla dottoressa Donatella Fedeli. La perizia medico-legale avrebbe infatti confermato la causa della morte per embolia gassosa, provocata da una deliberata iniezione d’aria nelle vene della donna.

Il quadro che emerge è quello di un presunto “angelo della morte” che agiva nell’ombra di un servizio di soccorso, trasformando i mezzi di salvezza in trappole letali. Le indagini ora proseguono per capire se la furia omicida di Spada possa aver colpito altri pazienti oltre ai sei già accertati.

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