
Una sequenza sismica di moderata intensità sta interessando in queste ore la zona delle Alpi Carniche, con epicentro localizzato nei pressi di Preone, in provincia di Udine. Il fenomeno ha attirato l’attenzione degli esperti e della popolazione locale, pur mantenendosi entro livelli contenuti.
Lo sciame sismico ha avuto inizio alle ore 21:53 del 14 aprile, proseguendo senza interruzioni per tutta la notte fino alle prime ore del 15 aprile. Un’attività continua che testimonia una fase di assestamento della crosta terrestre nell’area montana.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), sono state registrate 25 scosse in meno di 9 ore, con magnitudo comprese tra 0.4 e 2.9. Il picco massimo è stato rilevato alle 01:11, rappresentando l’evento principale dell’intera sequenza.
Gli ipocentri delle scosse si sono mantenuti stabili a profondità comprese tra i 10 e i 13 chilometri. Questo ha concentrato l’energia sismica in un’area relativamente circoscritta, contribuendo alla percezione dei movimenti soprattutto nelle vallate circostanti.
Proprio la scossa più intensa è stata chiaramente avvertita dalla popolazione, come confermato dal servizio “Hai Sentito il Terremoto” dell’INGV. Numerose segnalazioni sono arrivate dai comuni di Majano, Spilimbergo, Moruzzo e Venzone, dove il sisma è stato percepito in modo distinto.
Il risentimento sismico si è esteso anche ad altre località del Friuli, tra cui Tramonti di Sotto, Socchieve, Nimis, Clauzetto, Ravascletto e Villa Santina. Nonostante la paura tra i residenti, al momento non risultano danni a persone o edifici.
Dal punto di vista geologico, l’area del Friuli-Venezia Giulia rappresenta uno dei sistemi più complessi dell’arco alpino. Qui si incontrano la microplacca Adriatica e la placca Eurasiatica, dando origine a un contesto di continua attività tettonica.
I terremoti della zona sono infatti legati al movimento verso nord della placca Adria, che genera stress elastico nelle rocce e provoca fratture lungo le faglie. Lo sciame in corso si inserisce quindi in una dinamica naturale di evoluzione geodinamica del territorio.
La regione porta ancora i segni di una sismicità storica rilevante, a partire dal devastante terremoto del 1976 di magnitudo 6.4, che colpì duramente centri come Gemona e Venzone. Eventi ancora più antichi, come quelli del 1511 e del 1348, confermano la fragilità sismica di quest’area alpina.


