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Trump, ancora shock sul Papa: “Non capisce la guerra, ecco cosa gli dovete dire”

Pubblicato: 15/04/2026 09:54

Donald Trump torna ad attaccare frontalmente il Papa, riaccendendo uno scontro che nelle ultime settimane è diventato uno dei fronti più delicati della crisi internazionale. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il presidente americano risponde duramente all’appello per la pace arrivato dal Pontefice, mettendo in discussione non solo la posizione della Santa Sede, ma anche la legittimità stessa del suo intervento sul conflitto.

Alla domanda sul messaggio del Papa, Trump replica senza mezzi termini che il Pontefice “non capisce” la situazione e non dovrebbe intervenire su temi come la guerra. Secondo il presidente americano, la Santa Sede non avrebbe piena consapevolezza della realtà sul terreno, citando la repressione interna in Iran e sostenendo che il contesto richiederebbe un approccio ben diverso da quello invocato dal Vaticano. “Non lo capisce, non dovrebbe parlare della guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo”. Poi l’affondo si fa ancora più duro ed esplicito quando Trump afferma che in Iran hanno ucciso 42 mila manifestanti lo scorso mese e “qualcuno glielo dovrebbe dire”.
Parole che segnano un ulteriore irrigidimento dei toni e che spostano lo scontro su un piano più ampio, quello del ruolo morale e politico della Chiesa nelle crisi globali.

La scelta del silenzio e la linea del Papa

Di fronte a queste accuse, la risposta del Papa non è arrivata nei termini di un confronto diretto. Anzi, il Pontefice ha scelto una linea opposta, improntata alla sobrietà e al distacco, evitando di alimentare la polemica. Durante il volo verso Algeri, prima tappa di un viaggio africano già programmato da tempo, ha chiarito di non temere l’amministrazione americana e di voler continuare a parlare a partire dal Vangelo, senza entrare in un dibattito politico personale con Trump.

Il riferimento, appena accennato, al social Truth – definito con una certa ironia – è stato l’unico passaggio che ha lasciato intravedere una reazione. Per il resto, il Papa ha mantenuto un profilo coerente con il suo magistero: non rispondere sul terreno dello scontro, ma ribadire la propria posizione attraverso i principi, senza personalizzare il conflitto.

Un contrasto che va oltre le parole

La distanza tra le due posizioni appare quindi sempre più netta. Da una parte, Trump rivendica un approccio fondato sulla forza e sulla necessità di contenere a ogni costo il rischio nucleare; dall’altra, il Papa insiste sulla centralità del dialogo e sulla condanna della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. Due visioni difficilmente conciliabili, che riflettono non solo divergenze politiche ma anche due diverse letture del ruolo della leadership globale.

In questo contesto, la “non risposta” del Pontefice assume un significato preciso. Non è un segno di debolezza, ma una scelta deliberata: evitare di trasformare il confronto in uno scontro personale, mantenendo il piano della discussione su un livello più alto. Una linea che, almeno per ora, segna il confine tra la retorica politica e quella morale, in un momento in cui entrambe si intrecciano sempre più spesso nello scenario internazionale.

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Ultimo Aggiornamento: 15/04/2026 09:55

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