Vai al contenuto

Guerra, il Pentagono: “Pronti a riprendere i combattimenti se negoziato fallisce”. Libano e Israele, tregua di 10 giorni. Iran respinge richiesta sospensione arricchimento uranio

Pubblicato: 16/04/2026 21:01

I contatti tra Washington e Teheran “potrebbero riprendere nei prossimi due giorni” dopo il vertice saltato a Islamabad, ma “in un altro luogo che non sia il Pakistan”. Il presidente Donald Trump insiste: la guerra è “molto vicina alla fine” e un accordo è “più che possibile entro aprile”, aggiungendo che “non sarà necessaria” una proroga della tregua.
Dalla Casa Bianca, la portavoce Karoline Leavitt afferma che gli Stati Uniti sono “in una buona posizione” e che “è nell’interesse dell’Iran accettare le richieste”. Smentite invece le indiscrezioni su una proroga del cessate il fuoco: “Non l’abbiamo chiesta”. Il segretario alla difesa Hegseth poi avvisa: “Pronti a riprendere i combattimenti”. Sul terreno, gli Stati Uniti affermano di aver “completamente attuato” il blocco dello Stretto di Hormuz. Da Teheran, però, arrivano segnali contrastanti: apertura a una riapertura parziale, ma anche minacce di “affondare le navi americane”. Intanto salta l’incontro per la tregua tra Libano e Israele annunciato da Trump, ma secondo il presidente Usa le parti si stanno accordando per un cessate il fuoco di 10 giorni. In serata si apprende che Teheran avrebbe rifiutato la richiesta Usa di sospendere l’arricchimento dell’uranio per 20 anni e avrebbe pronta una controproposta.

21:01 – Iran respinge lo stop all’arricchimento per 20 anni, pronta una controproposta
Si complica ulteriormente il quadro dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha respinto l’offerta, veicolata attraverso Washington e Islamabad, che prevedeva la sospensione dell’arricchimento dell’uranio per un periodo di 20 anni come base per un futuro accordo.
Secondo quanto emerge, le autorità iraniane hanno giudicato inaccettabile una moratoria così lunga, ma non hanno chiuso del tutto la porta al dialogo: è stata infatti elaborata una controproposta, che tuttavia si scontra con il ritiro della precedente offerta da parte americana. Un segnale delle difficoltà crescenti nel trovare un punto di equilibrio tra le parti.
In questo contesto, il cessate il fuoco in Libano potrebbe rappresentare un elemento di distensione capace di influenzare positivamente i prossimi colloqui. Resta però centrale il nodo dello sblocco dei beni iraniani all’estero, considerato da Teheran un passaggio fondamentale per affrontare un eventuale secondo round negoziale con margini di fiducia maggiori.

17:45 – Trump: cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano
Donald Trump annuncia una possibile svolta sul fronte mediorientale. In un messaggio pubblicato sul suo social, il presidente americano ha riferito di aver avuto “eccellenti conversazioni” con il presidente libanese Joseph Aoun e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, al termine delle quali sarebbe stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco di 10 giorni.
Secondo quanto dichiarato da Trump, la tregua dovrebbe entrare in vigore alle 17:00 (ora della costa Est degli Stati Uniti), con l’obiettivo di creare le condizioni per un percorso più ampio verso la pace tra i due Paesi. Al momento, però, non sono arrivate conferme ufficiali indipendenti da parte di Beirut o Tel Aviv, e resta quindi da verificare la reale tenuta dell’intesa annunciata.

17:20 – Hegseth: Usa pronti a riprendere i combattimenti se falliscono i negoziati
Gli Stati Uniti tornano ad alzare il livello dello scontro con Teheran. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, intervenendo in conferenza stampa al Pentagono, ha avvertito che gli attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane potrebbero riprendere nel caso in cui i colloqui di pace non portino a un accordo.
Hegseth ha invitato i leader iraniani a «scegliere con saggezza», ribadendo che la linea americana resta quella della pressione massima. In questo quadro, ha confermato che il blocco navale dei porti iraniani proseguirà senza limiti temporali, finché Washington lo riterrà necessario. Un messaggio che lascia intendere come, al momento, la tregua resti appesa a un equilibrio estremamente fragile.

15:00 – Salta il colloquio Israele-Libano annunciato da Trump
Si raffreddano bruscamente le aspettative su un possibile riavvicinamento tra Israele e Libano. Dopo l’annuncio di Donald Trump, che aveva parlato su Truth Social di un contatto imminente tra i due Paesi “dopo 34 anni”, da Beirut è arrivata una smentita di fatto che ha fatto saltare il vertice.
A incidere sul dietrofront sarebbero state soprattutto le forti pressioni interne alla leadership libanese, in particolare da parte di Nabih Berri e Walid Jumblatt, figure chiave negli equilibri politici del Paese. Determinante anche l’assenza di una notifica ufficiale attraverso i canali diplomatici, elemento che ha reso impraticabile qualsiasi incontro formale. Un nuovo segnale delle difficoltà nel riaprire un dialogo diretto in un contesto regionale ancora estremamente fragile.

9.30 Libano smentisce contatti con Israele
Una fonte ufficiale libanese contattata dall’Agence France-Presse smentisce Trump: «Non siamo a conoscenza di alcun contatto programmato con la parte israeliana e non ne siamo stati informati attraverso i canali ufficiali». I leader libanesi e israeliani non hanno avuto contatti per trentaquattro anni. E, se quello riportato dalla fonte libanese fosse vero, continuerebbero a non averne, al contrario di quanto invece ha annunciato il presidente degli Stati Uniti.


07:36 Voli cancellati in Cina per il caro carburante: disagi per i viaggiatori
Il caro carburante e l’avvicinarsi di uno dei periodi di viaggio più intensi dell’anno stanno spingendo diverse compagnie aeree statali cinesi a cancellare numerosi voli. Le tratte più colpite riguardano soprattutto il Sud-Est asiatico e l’Australia. Nelle ultime giornate, più di una dozzina di passeggeri ha riferito alla CNN di aver visto cancellati i propri voli verso alcune delle mete turistiche più popolari, operati da diverse compagnie cinesi.
In alcuni casi le cancellazioni sono arrivate all’improvviso, lasciando i viaggiatori senza alternative immediate. È il caso di Li Huoyu, 24 anni, in vacanza a Melbourne, che ha ricevuto un messaggio da Sichuan Airlines con la notifica della cancellazione del volo di ritorno in Cina previsto per fine aprile. La ragazza aveva già programmato di rientrare al lavoro il giorno successivo al suo arrivo.

07:00 Trump annuncia un contatto tra Israele e Libano: “Dopo 34 anni torneranno a parlare”
Il presidente Donald Trump ha annunciato che i leader di Israele e Libano torneranno a parlarsi giovedì, dopo oltre tre decenni senza contatti diretti. “Stiamo cercando di creare un po’ di spazio tra Israele e Libano. È passato molto tempo dall’ultima volta che i due leader hanno parlato, circa 34 anni. Succederà domani. Bello!”, ha scritto Trump sul suo social Truth ieri sera, senza però fornire dettagli su modalità e luogo dell’incontro. Proprio questa settimana, Israele e Libano hanno avviato a Washington i primi colloqui diretti in 40 anni. Nonostante il dialogo, però, i combattimenti tra Israele e Hezbollah sono proseguiti.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 16/04/2026 21:14

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure