
Un risveglio traumatico ha segnato la mattinata lungo la Statale 42, in un tratto stradale che collega i comuni di Spirano e Stezzano, nella bergamasca. Erano le prime luci dell’alba quando un camionista di passaggio, percorrendo la rotatoria che si innesta sulla Provinciale 119, ha notato un’irregolarità inquietante nell’area erbosa che spartisce le carreggiate. Avvicinatosi per controllare, l’uomo si è trovato di fronte a una scena agghiacciante: il corpo senza vita di un uomo riverso nel prato. Immediata è scattata la chiamata al 112, ma il tragico destino del motociclista si era già compiuto nel silenzio della notte.
Il dramma di Fabio Benini: un volo fatale nel buio
La vittima del terribile incidente è Fabio Benini, un uomo di 47 anni, classe 1979, residente proprio a Stezzano, dove lo ricordano tutti con affetto. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle autorità, Benini stava percorrendo il tratto stradale a bordo della sua motocicletta durante la notte tra mercoledì e giovedì. Per cause ancora oggetto di indagine, il centauro avrebbe perso il controllo del mezzo proprio in prossimità della rotonda. L’ipotesi su cui lavorano gli inquirenti è quella di una fuoriuscita autonoma, uno schianto fatale che non avrebbe coinvolto altri veicoli, lasciando il motociclista privo di sensi lontano dagli occhi di altri automobilisti fino al tragico ritrovamento mattutino.
Sul luogo del sinistro sono intervenuti tempestivamente i sanitari con un’ambulanza e un’auto medica, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile: per Fabio Benini non c’era più nulla da fare e il decesso è stato constatato sul posto. Gli agenti della polizia locale hanno presidiato l’area per ore, effettuando i rilievi millimetrici necessari a comprendere la dinamica e gestendo una viabilità paralizzata fino alle 8 del mattino. Resta ora il compito difficile di chiarire se a tradire il 47enne sia stato un malore, un guasto meccanico o un’insidia del manto stradale, in un tratto che purtroppo si conferma ancora una volta teatro di sangue.

