
Il dibattito si accende ancora prima che la piazza si riempia. Parole, accuse e tensioni politiche anticipano l’evento, trasformando una manifestazione annunciata in un caso politico nazionale.
Da una parte chi parla di rischio xenofobia e clima pericoloso, dall’altra chi denuncia un tentativo di censura politica. Nel mezzo, una città che si prepara a una giornata potenzialmente delicata, tra manifestazioni e contro-cortei.
A Milano è scontro aperto sulla manifestazione “Senza muri”, promossa dai Patrioti europei e dalla Lega e prevista in piazza Duomo. Il Partito Democratico e la maggioranza di centrosinistra hanno scelto di condannare l’evento, definendolo “xenofobo e razzista”.
Il voto in Consiglio comunale
Il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno presentato dalla presidente dell’aula Elena Buscemi, che chiede al sindaco e alla giunta di prendere posizione contro la manifestazione.
Il testo ha ottenuto 23 voti favorevoli, con il sostegno della maggioranza. Contrari i consiglieri della Lega e la capogruppo di Noi Moderati, mentre gli esponenti di Forza Italia si sono astenuti e quelli di Fratelli d’Italia hanno lasciato l’aula.
L’assessore Arianna Censi ha espresso il parere favorevole della giunta, sottolineando che le smentite sul contenuto dell’evento sarebbero state solo parziali.
La replica della Lega: “È un bavaglio”
Durissima la reazione della Lega. La consigliera e vicesegretaria Silvia Sardone, intervenuta in aula con la maglietta “Senza Paura”, ha accusato la sinistra di voler limitare la libertà di espressione.
«Il vostro atteggiamento ricorda un’impronta da Unione Sovietica», ha dichiarato, contestando l’idea iniziale – poi ritirata – di chiedere il divieto della manifestazione, respinta dalla prefettura.
Sardone ha inoltre puntato il dito contro quella che definisce una “campagna d’odio”, sostenendo che il riferimento al tema della “remigrazione” sarebbe stato costruito ad arte dagli avversari politici.
Centrodestra all’attacco
Anche dal resto del centrodestra arrivano critiche. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo Truppo parla di «dibattito surreale» e accusa il Pd di fare un “processo alle intenzioni”, condannando un evento prima ancora che si svolga.
Sulla stessa linea Pietro Celestino, che definisce la vicenda un «teatrino della politica», mentre il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina denuncia un doppio standard: «Si vuole zittire noi mentre si difendono i centri sociali».
Il nodo sicurezza
Sul piano operativo, la giornata si preannuncia delicata. Sono previsti tre cortei antagonisti, mentre le forze dell’ordine monitorano la situazione per evitare tensioni.
Nonostante le polemiche, gli organizzatori ribadiscono che la manifestazione sarà pacifica e incentrata su temi come contrasto all’immigrazione clandestina, sicurezza e lavoro.
Una tensione che va oltre la piazza
Lo scontro su “Senza muri” va oltre il singolo evento e riflette una frattura politica profonda su immigrazione, sicurezza e libertà di espressione.
Con il rischio che la piazza diventi solo l’ultimo terreno di una battaglia già in corso nelle istituzioni e nel dibattito pubblico.


