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Otto e mezzo, Cacciari si dispera e urla: rissa dalla Gruber

Pubblicato: 20/04/2026 07:46

Le parole scorrono ordinate, il tono resta pacato. Poi, dall’altra parte dello schermo, un gesto rompe l’equilibrio: mani sul volto, lo sguardo abbassato, un’espressione di sconforto che vale più di mille repliche. È un attimo, ma basta a fotografare una frattura profonda. Non solo tra due ospiti televisivi, ma dentro il dibattito politico italiano, sempre più diviso su guerra, alleanze e ruolo dell’Europa. Lo scontro va in scena durante la trasmissione “Otto e mezzo” su La7, dove Letizia Moratti e Massimo Cacciari si confrontano con toni decisamente accesi sul tema della guerra in Ucraina e della politica estera italiana.

«Una follia non continuare ad aiutare l’Ucraina», afferma Moratti. «Sta difendendo l’Europa, i nostri valori, la democrazia e lo stato di diritto».

La replica di Cacciari

La posizione del filosofo è opposta e viene espressa senza mezzi termini. Alla linea sostenuta dall’ex sindaca di Milano, Cacciari reagisce con un eloquente «mamma mia», prima di affondare il colpo.

Critica apertamente l’impostazione internazionale dell’Italia e attacca anche il rapporto con gli Stati Uniti: «Questo atlantismo fa schifo».

Lo scontro su Medio Oriente e diplomazia

Il confronto si accende ulteriormente quando si parla del viaggio del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Libano.

Per Moratti si tratta di un gesto importante: «Portare solidarietà a un popolo ha valore».

Per Cacciari, invece, è insufficiente: «Solidarietà pelosa. La solidarietà si fa con la politica, non con atti caritatevoli».

Il filosofo accusa inoltre l’Italia di non aver adottato misure concrete sul piano internazionale: «Siamo fuori da ogni diritto internazionale».

Due visioni inconciliabili

Moratti ribadisce che l’Italia non può agire da sola nei conflitti globali: «Non possiamo parlare solo del nostro Paese».

Ma Cacciari insiste sulla necessità di una posizione più netta: «Si fa politica denunciando, portando mozioni, anche alle Nazioni Unite».

Una frattura più ampia

Il confronto tra i due ospiti diventa così il simbolo di una divisione più ampia, che attraversa trasversalmente la politica italiana: da un lato chi sostiene il pieno supporto all’Ucraina e l’allineamento con l’Occidente, dall’altro chi critica l’approccio e invoca una diversa strategia diplomatica.

Un dibattito destinato a proseguire, dentro e fuori dagli studi televisivi, mentre il contesto internazionale continua a mettere sotto pressione le scelte politiche del Paese.

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