
Le lacrime in aula, le parole confuse, il tentativo di dare un senso a quanto accaduto. Ma davanti ai giudici resta un fatto: una vita spezzata dentro le mura di casa.
Una tragedia familiare che ha lasciato segni profondi, soprattutto nei figli, costretti a convivere con un dolore difficile da raccontare.
Il tribunale ha condannato a 14 anni di carcere Pasquale Piersanti, il pensionato di 62 anni che il 29 maggio 2025 uccise la moglie, Fernanda Di Nuzzo, nella loro abitazione di Grugliasco, nel Torinese.
La difesa e le condizioni psichiche
L’uomo soffriva di una grave depressione. La difesa aveva chiesto l’assoluzione per incapacità di intendere e di volere, mentre la procura, che parlava di incapacità parziale, aveva proposto una pena più bassa.
In aula, prima della decisione, Piersanti ha reso dichiarazioni spontanee tra le lacrime, attribuendo l’inizio dei suoi disturbi a una vaccinazione:
«Non riesco ancora a capire quello che ho fatto».
L’omicidio
La vittima, maestra d’asilo, fu colpita con diverse coltellate.
Dopo l’aggressione tentò di fuggire lungo le scale della palazzina, ma perse i sensi. Morì il giorno successivo in ospedale.
Alla scena assistette la figlia 24enne della coppia, affetta da sindrome di Down, che viveva ancora con i genitori.
Il risarcimento ai figli
I due figli si sono costituiti parte civile. Il tribunale ha disposto una provvisionale:
- 180mila euro per la figlia
- 156mila euro per il figlio
Danni riconosciuti soprattutto sul piano psicologico.
La misura di sicurezza
Oltre alla pena, i giudici hanno stabilito per l’uomo il ricovero per almeno tre anni in una Rems, struttura destinata all’esecuzione delle misure di sicurezza per soggetti con disturbi psichici.
Una vicenda segnata dal dolore
Il caso resta segnato da una duplice dimensione: quella giudiziaria e quella umana.
Una famiglia distrutta, una comunità colpita e una sentenza che prova a mettere un punto su una tragedia difficile da comprendere fino in fondo.


