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“Trovato un capello biondo”. Pamela Genini e il cadavere decapitato, la scoperta: carabinieri sul posto

Pubblicato: 23/04/2026 20:15

Un nuovo dettaglio riaccende i riflettori sul caso di Pamela Genini, la giovane la cui vicenda è ancora al centro delle indagini in Italia. Un elemento apparentemente minimo, ma che ha subito attirato l’attenzione degli investigatori e degli inquirenti sul campo.

A far emergere la novità è stato un sopralluogo televisivo durante un’inchiesta giornalistica, che ha riportato l’attenzione su un’abitazione già sotto osservazione. Un particolare insignificante solo in apparenza, ma che ha riaperto interrogativi e alimentato nuovi approfondimenti.

Il ritrovamento è avvenuto a Sant’Omobono Terme, in provincia di Bergamo, nell’abitazione di Francesco Dolci, ex compagno della giovane. A segnalare il dettaglio è stata la redazione della trasmissione Chi l’ha visto?.

Secondo quanto ricostruito, un capello biondo lungo sarebbe stato individuato all’interno di una botola situata all’ingresso della casa, durante un servizio realizzato dall’inviato della trasmissione nella mattinata del 23 aprile.

La segnalazione è stata immediatamente trasmessa alle forze dell’ordine, con un intervento dei carabinieri scattato nel primo pomeriggio e documentato anche nel corso della trasmissione Chi l’ha visto? su Rai 2.

Il reperto è stato acquisito per le analisi, ma secondo le prime indiscrezioni investigative non avrebbe, allo stato attuale, un valore determinante per l’inchiesta. Gli inquirenti mantengono comunque un approccio prudente.

Anche nell’ipotesi in cui il capello appartenesse a Pamela Genini, la sua presenza non sarebbe necessariamente significativa, considerando che la giovane frequentava abitualmente quell’abitazione, circostanza confermata dallo stesso Dolci in precedenti dichiarazioni televisive.

L’attenzione degli investigatori resta alta su tutti gli elementi della casa, in particolare sulla botola dove è stato trovato il reperto, che dà accesso agli impianti della piscina. Secondo quanto riferito, la grata sarebbe stata sostituita recentemente.

Proprio su questo punto si concentra una parte delle verifiche, mentre il proprietario dell’abitazione ha espresso timori su possibili interpretazioni distorte degli elementi raccolti, parlando del rischio di “costruzioni investigative fuorvianti”.

Nel frattempo, i carabinieri continuano gli accertamenti senza escludere alcuna pista. Il piccolo reperto, un semplice capello impigliato in una ragnatela, è diventato così un nuovo tassello di un’indagine ancora tutta da chiarire.

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