
Una scossa improvvisa, nel cuore della notte, capace di svegliare di soprassalto centinaia di persone. Il tremore, breve ma netto, ha generato paura e incertezza, con molti che hanno avvertito distintamente il movimento della terra.
Attimi di tensione, soprattutto ai piani alti degli edifici, dove la vibrazione è risultata più evidente. Nessun boato, ma una sensazione chiara e inequivocabile: qualcosa sotto i piedi si era mosso.

Solo in seguito è arrivata la conferma ufficiale: si è trattato di un terremoto registrato dal Servizio sismico svizzero, che ha rilevato una magnitudo di 3,8 sulla scala Richter.
L’epicentro è stato localizzato a circa sei chilometri a est di Walenstadt, in Svizzera, una zona dove eventi sismici di lieve entità non sono rari.
La scossa si è verificata alle 4:24 del mattino ed è stata probabilmente avvertita in diverse regioni del Paese, come confermato dalle numerose testimonianze raccolte nelle ore successive.

Secondo i dati del SED, entro un’ora dal sisma sono arrivate ben 423 segnalazioni da parte di cittadini che hanno percepito il movimento, segno di una diffusione piuttosto ampia del fenomeno.
Eventi di questa magnitudo, spiegano gli esperti, possono causare lievi danni nelle aree più vicine all’epicentro, anche se nella maggior parte dei casi si limitano a spavento e disagi temporanei.
Il Servizio sismico svizzero monitora costantemente il territorio e registra in media tra tre e quattro terremoti al giorno tra Svizzera e zone limitrofe, per un totale annuo che può arrivare fino a 1500 scosse.
Non tutte però vengono avvertite dalla popolazione: ogni anno sono circa dieci o venti i terremoti percepiti chiaramente, generalmente quelli con magnitudo pari o superiore a 2,5. Anche questa volta, più che i danni, a lasciare il segno è stata soprattutto la paura.


