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“Un minuto di inferno”. Attentato all’alba, villa in fiamme e auto distrutte

Pubblicato: 27/04/2026 08:02

Un’azione fulminea, studiata nei dettagli e portata a termine in meno di un minuto. A Livorno, nella zona della Rotonda di Ardenza, un attentato incendiario ha colpito la villa dell’avvocato Stefano Scalise, trasformando l’alba del 26 aprile in un incubo.
Erano le 5:05 quando un uomo incappucciato è entrato in azione davanti all’abitazione del professionista, sul lungomare di via Pacinotti. Indossava una felpa o un k-way blu con il cappuccio calato sul volto, pantaloni scuri e calzari di plastica usa e getta per non lasciare tracce.
Le telecamere di sicurezza hanno immortalato ogni fase dell’attacco. L’uomo ha cosparso di benzina la saracinesca del garage, l’ingresso della villa e la carrozzeria della Bmw X1 dell’avvocato. Poi, con un accendino e alcuni strofinacci, ha appiccato il fuoco.

Fiamme e distruzione in pochi secondi

L’incendio si è propagato con una rapidità impressionante. Le fiamme hanno distrutto completamente la Bmw e coinvolto anche la Smart della moglie, parcheggiata poco distante. Il rogo ha danneggiato la facciata dell’edificio e fatto esplodere i vetri di una finestra del soggiorno.

Il fumo, denso e soffocante, è penetrato all’interno della villa, mettendo a rischio chi si trovava dentro. «Ho avuto paura, ho temuto per la vita», ha raccontato lo stesso Scalise agli agenti intervenuti sul posto.

La fuga e l’identikit

Dopo aver appiccato l’incendio, l’attentatore è fuggito a piedi verso la Rotonda di Ardenza, sempre sotto l’occhio delle videocamere. Un dettaglio potrebbe rivelarsi decisivo: i calzari di plastica indossati per non lasciare impronte hanno preso fuoco durante l’azione, costringendolo a sbattere ripetutamente i piedi a terra. Non si esclude che possa aver riportato ustioni.

Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire il suo percorso, nella speranza che altre telecamere della zona — pubbliche o private — possano averlo ripreso senza cappuccio, rendendo possibile l’identificazione.

Le indagini e le possibili piste

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno domato l’incendio con un’autobotte e un’autopompa, e la polizia, con la Squadra volante e successivamente la Squadra mobile.

Gli agenti stanno acquisendo tutti i filmati disponibili, compresi quelli delle telecamere presenti nei locali e nelle strutture vicine, come lo Chalet della Rotonda. L’obiettivo è dare un volto all’attentatore e ricostruire anche le fasi precedenti e successive all’attacco.

Un contesto da chiarire

Non viene esclusa alcuna pista. L’avvocato Scalise, civilista con studio in via Grande, aveva acquistato la villa circa quattro anni fa ed era stato coinvolto in una causa legata alla compravendita, conclusa con una sentenza di primo grado a lui parzialmente favorevole.

Un elemento che gli investigatori stanno valutando nel quadro complessivo della vicenda, mentre proseguono gli accertamenti per capire movente e responsabilità.

Resta la gravità di un gesto che, per modalità e tempistiche, appare tutt’altro che casuale: un attacco mirato, rapido e potenzialmente letale, che ha seminato paura e distruzione nel cuore di una zona residenziale.

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