
Il mondo della comunicazione televisiva italiana piange oggi la scomparsa di un uomo che, pur non essendo un attore professionista, è riuscito a imprimere il proprio volto e la propria voce nell’immaginario collettivo di intere generazioni. Si è spento all’età di 88 anni un personaggio che, con un semplice berretto verde e una pipa tra i denti, divenne il simbolo di una pubblicità cult degli anni Ottanta, trasformando un breve messaggio promozionale in un tormentone intramontabile. La sua figura rappresentava quell’Italia genuina e operosa, capace di entrare nelle case dei telespettatori con naturalezza e simpatia, lasciando un segno che il tempo non ha saputo scalfire.
L’identità di Franco Botto tra lavoro e tv
Il protagonista di questa storia, il cui nome è Franco Botto, era nato nel 1949 a Moneglia, un incantevole borgo della riviera ligure. Nonostante la grande popolarità ottenuta sul piccolo schermo, la sua quotidianità era lontana dalle luci della ribalta e dai set cinematografici. Franco Botto era infatti un uomo concreto, un professionista stimato che lavorava come responsabile tecnico presso i cantieri della Fincantieri di Riva Trigoso. La sua partecipazione allo spot del Tonno Insuperabile nacque quasi per scommessa, grazie alla proposta di un amico che gestiva una piccola casa di produzione e cercava un volto autentico, capace di trasmettere affidabilità e carattere. Quel “sì” pronunciato quasi per gioco lo portò a diventare il volto di un marchio celebre, legando per sempre la sua immagine alla frase dedicata ai 170 grammi di bontà in olio d’oliva.
Il successo dello spot e la vita pubblica
Il successo fu immediato e travolgente, tanto che Franco Botto veniva regolarmente fermato per strada dai passanti che stentavano a credere che quel volto rassicurante appartenesse a un lavoratore ligure e non a un attore di grido. Nonostante la fama improvvisa, egli mantenne sempre un profilo basso e una grande umiltà, continuando a dedicarsi alla sua terra e alla sua comunità. Negli anni successivi alla pensione, scelse di mettere la sua esperienza al servizio della collettività diventando assessore comunale proprio a Moneglia a partire dagli anni Duemila. La sua dedizione non si limitò alla politica locale, poiché coltivò con passione il suo amore per lo sport ricoprendo il ruolo di allenatore delle giovanili della squadra di calcio locale, diventando un punto di riferimento educativo e umano per moltissimi ragazzi della zona.
Il ricordo delle istituzioni e dei concittadini
La notizia della scomparsa di Franco Botto ha generato un profondo senso di vuoto nella sua comunità, portando l’amministrazione comunale di Moneglia a diffondere note di sincero cordoglio. Il sindaco Claudio Magro ha ricordato con affetto l’amico e il collaboratore, sottolineando come l’esperienza televisiva fosse vissuta da Franco Botto con estrema ironia e stupore per un successo così vasto e duraturo. Le istituzioni si sono strette attorno alla moglie Serenella e al figlio Mattia, attuale consigliere comunale, riconoscendo al defunto il merito di aver servito il paese con impegno istituzionale e costante spirito di servizio. I funerali sono stati programmati per la mattinata di giovedì 30 aprile, offrendo alla cittadinanza l’ultima occasione per salutare un uomo che è stato capace di unire l’eccellenza professionale alla celebrità mediatica, restando sempre fedele alle proprie radici liguri.


