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“Colpiti nel cuore”. Droni ucraini devastano la Russia, l’annuncio di Zelensky

Pubblicato: 29/04/2026 16:46

La guerra tra Russia e Ucraina si spinge sempre più in profondità oltre la linea del fronte. Nelle ultime ore, un impianto petrolifero nel cuore della Russia sarebbe stato colpito da un attacco con droni ucraini, provocando un vasto incendio. L’episodio, avvenuto nella regione di Perm, sui monti Urali, segna un ulteriore salto di qualità nelle operazioni di Kiev, capace ormai di raggiungere obiettivi a oltre 1.500 chilometri dal proprio territorio.
Secondo quanto riferito dal Servizio di sicurezza ucraino (SBU), l’attacco avrebbe preso di mira una stazione di pompaggio petrolifera, considerata un nodo strategico nella rete energetica russa. L’operazione rientrerebbe in una strategia più ampia volta a colpire le infrastrutture energetiche di Mosca, riducendone la capacità di finanziare lo sforzo bellico.

Versioni contrastanti da Mosca

Anche fonti russe hanno confermato un’esplosione e un incendio nella zona, ma con una ricostruzione più cauta. Il governatore della regione di Perm, Dmitry Makhonin, ha parlato genericamente di un drone che ha colpito un “impianto industriale”, senza fornire ulteriori dettagli né confermare la natura petrolifera del sito.

Le autorità russe non hanno commentato direttamente le dichiarazioni ucraine sull’intensificazione degli attacchi a lungo raggio, mantenendo una linea prudente mentre proseguono le verifiche sull’accaduto.

La strategia dei droni e la nuova fase del conflitto

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha rivendicato indirettamente l’operazione, sottolineando come l’Ucraina stia ampliando la portata delle proprie azioni offensive. In un video pubblicato su Telegram, si vede una colonna di fumo nero sollevarsi in un’area rurale, simbolo di quella che il leader ucraino definisce una nuova fase della guerra.

L’obiettivo è chiaro: colpire le entrate energetiche della Russia, mettendo sotto pressione la macchina economica che sostiene il conflitto. Zelenskyy ha anche ringraziato l’SBU per la precisione degli attacchi, evidenziando il ruolo sempre più centrale della tecnologia.

Un impianto strategico nel mirino

Secondo Kiev, l’impianto colpito sarebbe collegato al gruppo Transneft, uno dei principali operatori del sistema di trasporto petrolifero russo. L’SBU sostiene che gran parte dei serbatoi di stoccaggio sarebbe stata avvolta dalle fiamme, anche se queste informazioni non sono state verificate in modo indipendente.

La guerra dei droni si conferma così uno degli elementi chiave del conflitto. Mentre l’esercito russo continua a fare leva sulla propria superiorità numerica, l’Ucraina punta su tecnologia, precisione e capacità di colpire a distanza, trasformando il campo di battaglia in uno scenario sempre più imprevedibile.

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