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“Un conto da incubo”. Guerra Iran, l’Ue perde mezzo miliardo al giorno: cosa succede

Pubblicato: 29/04/2026 16:35

La guerra in Medio Oriente sta producendo effetti sempre più pesanti anche lontano dal fronte. A lanciare l’allarme è la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha quantificato l’impatto economico del conflitto tra Stati Uniti e Iran sui Paesi dell’Unione: quasi 500 milioni di euro al giorno bruciati a causa dell’aumento dei costi energetici.
Il dato, illustrato davanti al Parlamento europeo di Strasburgo, fotografa una situazione che si sta rapidamente deteriorando. In appena due mesi, ha spiegato von der Leyen, la spesa per le importazioni di combustibili fossili è cresciuta di oltre 27 miliardi di euro, senza che ciò si traduca in un aumento delle forniture disponibili. In altre parole, l’Europa paga di più per avere la stessa energia.

Il nodo Hormuz e il rischio blocco prolungato

Alla base dell’impennata dei prezzi c’è soprattutto la crisi nello Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui passa circa un quarto del commercio globale di petrolio e una quota rilevante di gas naturale e fertilizzanti. La chiusura o il rallentamento dei traffici ha avuto un impatto immediato sui mercati.

A complicare ulteriormente il quadro è la strategia americana. Secondo il Wall Street Journal, il presidente Donald Trump avrebbe chiesto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell’Iran, con l’obiettivo di colpire l’economia di Teheran limitando i flussi marittimi. Una scelta che rischia di comprimere ancora di più l’offerta globale di energia, alimentando la spirale dei prezzi.

La risposta dell’Unione europea

Di fronte a questo scenario, Bruxelles prova a trasformare la crisi in un’accelerazione strategica. Von der Leyen ha indicato chiaramente la direzione: ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e rafforzare la produzione interna di energia.

“La strada è chiara”, ha spiegato, sottolineando la necessità di investire su energie rinnovabili e nucleare, mantenendo il principio della neutralità tecnologica. L’obiettivo è costruire un sistema energetico più stabile, meno esposto agli shock geopolitici e capace di garantire prezzi sostenibili.

Nuovi piani e interventi entro l’estate

La Commissione europea è al lavoro su un piano d’azione per l’elettrificazione, atteso entro l’estate, che dovrebbe fissare nuovi obiettivi a livello europeo. Secondo una bozza visionata da Politico, il progetto potrebbe essere presentato già il 10 giugno insieme a una strategia più ampia sulla sicurezza energetica.

Parallelamente, Bruxelles spinge per un’accelerazione sul pacchetto Reti Ue, fondamentale per modernizzare le infrastrutture e gestire una maggiore quantità di energia rinnovabile. Tra le misure in discussione ci sono anche un maggiore coordinamento sulle scorte di carburante, il rilascio di riserve petrolifere e interventi sulla produzione delle raffinerie.

Una crisi che pesa su economia e famiglie

Il quadro delineato dalla Commissione è chiaro: la guerra tra Stati Uniti e Iran non è solo una crisi geopolitica, ma un fattore che incide direttamente sull’economia europea. L’aumento dei costi energetici si traduce in bollette più alte, inflazione e maggiore pressione su imprese e famiglie.

E mentre i negoziati internazionali restano incerti, l’Europa si trova a fare i conti con una realtà sempre più evidente: ogni giorno di tensione nel Golfo Persico ha un prezzo, e quel prezzo continua a salire.

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