
La vicenda della scomparsa di Davide Lucchelli si è conclusa fortunatamente con un lieto fine, portando un immenso sollievo alla famiglia e alla comunità musicale di Padova. Il giovane batterista di ventiquattro anni, noto nell’ambiente artistico con il soprannome di Liuk, era svanito nel nulla a Budapest proprio nel momento in cui la sua carriera con la band punk rock Oggetto Sconosciuto sembrava aver raggiunto un punto di svolta decisivo. La notizia del suo ritrovamento è giunta nel pomeriggio del 4 maggio 2026, mettendo fine a tre giorni di angoscia profonda che avevano mobilitato non solo le autorità locali ma anche i vertici della politica regionale veneta e gli organismi di cooperazione internazionale come l’Interpol. Il ragazzo ha finalmente contattato il padre telefonicamente confermando di essere in buone condizioni fisiche, sebbene restino ancora da chiarire i motivi che lo hanno portato a isolarsi completamente dal mondo proprio a ridosso di un impegno professionale così importante come il primo concerto all’estero della sua formazione musicale.
Una scomparsa avvolta nel mistero
Il dramma ha avuto inizio la sera del primo maggio, quando il gruppo musicale di base a Treviso si trovava nella capitale ungherese per inaugurare il Lucido no tour 26. Si trattava di una serie di ventiquattro date programmate tra l’Italia e l’estero che rappresentava il coronamento di sette anni di attività e sacrifici. L’ultimo contatto diretto con i compagni di band era avvenuto intorno alle ore 20,30 in un parcheggio situato in Mester utca, in una zona centrale di Budapest. Poco dopo, intorno alla mezzanotte, Davide aveva rassicurato il padre con una breve telefonata, spiegando di essere impegnato in una tranquilla passeggiata notturna e avvisando che la batteria dello smartphone era ormai prossima all’esaurimento. Da quel momento il silenzio è diventato assoluto. Il musicista non si è mai presentato sul palco per l’esibizione prevista, costringendo i suoi amici ad annullare l’evento tra la preoccupazione e lo sconcerto generale.
Il coinvolgimento delle autorità internazionali
La denuncia ufficiale di scomparsa è stata sporta dal padre presso i carabinieri di Padova nella serata del 2 maggio, dopo che ogni tentativo di rintracciare il figlio era risultato vano. La macchina dei soccorsi si è attivata con una rapidità impressionante, coinvolgendo immediatamente l’ambasciata italiana e inserendo le generalità di Lucchelli nei database della polizia ungherese. La diffusione della sua immagine, che lo ritraeva con una giacca in pelle nera e una maglia gialla, è diventata virale sui social network grazie anche all’intervento del presidente Luca Zaia, che ha sottolineato l’importanza della condivisione per agevolare le ricerche. Gli investigatori hanno ascoltato a lungo i membri della band per cercare di ricostruire gli ultimi spostamenti del ragazzo, senza escludere inizialmente piste drammatiche come quella di una aggressione o di una rapina finita nel peggiore dei modi.
Un ritorno alla normalità ancora da decifrare
Il tour della band punk rock è stato inevitabilmente sospeso e il resto del gruppo ha fatto rientro in Italia visibilmente scosso dall’accaduto. La telefonata risolutoria di Davide ha però cambiato radicalmente lo scenario, trasformando una potenziale tragedia in un caso di allontanamento dai contorni ancora sfocati. Mentre i carabinieri e la polizia locale coordinano le ultime procedure per garantire il rientro in sicurezza del giovane tramite un volo aereo previsto in serata, resta aperta la questione delle motivazioni personali. Davide Lucchelli dovrà fornire spiegazioni dettagliate non solo agli inquirenti, che hanno tenuto aperto un fascicolo di indagine per giorni, ma soprattutto ai propri familiari e ai colleghi musicisti che hanno visto sfumare un momento di gloria professionale a causa di questa inspiegabile assenza. La comunità di Montà si prepara ora a riabbracciare il suo batterista, sperando che questo episodio possa presto diventare solo un brutto ricordo nel percorso di crescita dell’uomo e dell’artista.


