
L’Europa prova a prepararsi a una Nato diversa, meno dipendente dagli Stati Uniti e più fondata sulla responsabilità diretta degli alleati del Vecchio Continente. Dopo l’annuncio di Donald Trump sul possibile ritiro parziale dei militari americani da Germania, Italia e Spagna, tra le capitali europee è scattata la ricerca di una soluzione per evitare vuoti nella deterrenza dell’Alleanza atlantica. L’ipotesi che sta prendendo forma è quella di sostituire le eventuali partenze statunitensi con contingenti europei e canadesi, mantenendo invariata la capacità militare complessiva della Nato in Europa.
Il progetto sostituzione
Nei contatti tra i partner dell’Alleanza si parla ormai di un vero e proprio progetto sostituzione. L’obiettivo è semplice nella formula, molto più complesso nella pratica: se gli Stati Uniti dovessero ritirare una parte dei propri soldati, gli altri alleati dovrebbero garantire un ricambio alla pari. Nel caso dei 5mila militari americani ipotizzati in uscita dalla Germania, gli europei dovrebbero impegnarsi a coprire quella stessa soglia, evitando che il fianco europeo della Nato appaia indebolito.
Il tema è stato discusso anche durante il vertice della Comunità politica europea a Erevan, in Armenia, dove la presenza del premier canadese Mark Carney ha dato al confronto un significato ancora più evidente. Il summit ha assunto quasi il profilo di un’Alleanza atlantica senza gli Stati Uniti, almeno sul piano politico. Non una rottura formale con Washington, ma il segnale di una fase nuova, in cui gli alleati europei sanno di dover fare molto di più per la propria difesa.
Il nodo delle truppe americane
Al momento, però, molti dettagli restano incerti. La Casa Bianca non ha chiarito tempi, modalità e perimetro del possibile disimpegno. Le prime indicazioni parlano comunque di una finestra non immediata, tra sei e dodici mesi, quindi dopo il vertice Nato previsto a luglio in Turchia e dopo le elezioni americane di midterm. Saranno passaggi decisivi per capire quanto l’annuncio di Trump si tradurrà in atti concreti.
Un altro punto cruciale riguarda l’inquadramento dei militari destinati a lasciare l’Europa. Non è ancora chiaro se si tratti di soldati presenti nei Paesi europei come forze statunitensi o come contingenti integrati nella Nato. La differenza è sostanziale, perché nel secondo caso il problema riguarderebbe direttamente gli equilibri operativi dell’Alleanza. Per questo gli altri trentuno membri puntano a garantire che nessuna capacità essenziale venga meno.
La linea tedesca è stata espressa dal ministro degli Esteri Johann Wadephul, secondo cui non ci sarà alcuna riduzione della capacità di deterrenza della Nato in Europa. Anche il premier norvegese Jonas Gahr Store ha invitato a non drammatizzare le cifre, purché la gestione avvenga in modo ordinato e dentro il quadro dell’Alleanza.
Kallas: dobbiamo fare di più
La preoccupazione politica resta però evidente. L’Alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas ha riconosciuto che del ritiro delle truppe americane dall’Europa si parla da tempo, ma ha definito sorprendente la tempistica dell’annuncio. Per Kallas, la vicenda dimostra la necessità di rafforzare davvero il pilastro europeo della Nato. Le truppe americane, ha ricordato, non sono in Europa solo per proteggere gli interessi europei, ma anche quelli americani.
Anche il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, ha preso atto del cambiamento. Secondo Rutte, gli europei hanno ascoltato le critiche arrivate da Washington e stanno aumentando il proprio impegno, anche attraverso il pre-posizionamento di risorse logistiche e mezzi vicino ai teatri operativi. Il riferimento riguarda anche cacciamine, dragamine e capacità di supporto strategico.
Il messaggio politico è ormai chiaro: la Nato non sarà più quella conosciuta negli ultimi decenni. Gli Stati Uniti restano centrali, ma l’Europa non può più limitarsi a essere protetta. Deve diventare parte attiva della propria sicurezza. Il ritiro parziale americano, se confermato, potrebbe così accelerare una trasformazione già iniziata: una Alleanza atlantica ancora viva, ma con un baricentro europeo molto più pesante.
Meta description: L’Europa prepara un piano per sostituire i soldati Usa nella Nato dopo l’annuncio di Trump sul ritiro parziale dall’Europa.


