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Regno Unito al voto, trema il governo Starmer: colpaccio pronto alle elezioni locali

Pubblicato: 07/05/2026 14:42

L’aria che si respira oggi oltremanica non è quella di una normale giornata di metà settimana, ma il preludio a una scossa tellurica che potrebbe ridisegnare i confini del potere molto prima del previsto. Esistono momenti in cui il rito del voto smette di essere una pratica amministrativa per trasformarsi in un giudizio senza appello su leadership consolidate e promesse non mantenute. Mentre le strade si popolano di cittadini diretti ai seggi, il silenzio della politica ufficiale nasconde un fermento palpabile, dove la stanchezza verso i blocchi tradizionali sembra aver aperto varchi inaspettati a forze che, fino a poco tempo fa, sedevano ai margini del dibattito. È una sfida che si gioca sulla distanza tra i palazzi centrali e le periferie geografiche e sociali, in un clima di incertezza che tiene con il fiato sospeso non solo le cancellerie nazionali, ma l’intero assetto istituzionale di un sistema che appare sempre più frammentato e in cerca di una nuova bussola identitaria.

Il test elettorale e l’ombra di Nigel Farage

Il premier britannico Keir Starmer e il suo partito laburista si giocano tutto, o quasi, nelle elezioni municipali che si tengono oggi in Inghilterra, Scozia e Galles. Le urne si sono aperte questa mattina dalle ore 7 – le 8 italiane – dando il via a una consultazione monumentale: gli elettori inglesi sono chiamati ad eleggere 136 consigli comunali, vari sindaci e cinquemila consiglieri, mentre scozzesi e gallesi vanno al voto per eleggere il nuovo governo autonomo. Il grande interrogativo riguarda l’entità del boom per la destra populista del Reform Uk di Nigel Farage, che veleggia ormai di gran lunga in testa ai sondaggi nazionali con il 25%. Nonostante le elezioni nazionali siano teoricamente lontane, previste solo nel 2029, una débacle del Labour in questo test municipale potrebbe avere effetti determinanti sulla tenuta del governo Starmer, “accelerando le operazioni del partito per sostituirlo”.

Il panorama politico attuale registra il crollo dei due partiti che hanno dominato la scena per decenni: i Conservatori e i Laburisti. In particolare, i sondaggi prevedono una brusca discesa del partito rosso, ora al potere dopo la vittoria del 2024. Già lo scorso anno il Partito Laburista aveva perso il 2% dei seggi nei consigli comunali, mentre il Partito Conservatore aveva registrato un calo del 4%. In Inghilterra si prevede che i Laburisti perderanno oltre duemila seggi e a Londra il partito al potere perderà il controllo di numerosi quartieri. In alcuni distretti economicamente svantaggiati è data per certa la vittoria di Reform Uk, mentre altrove avanzano i Verdi, grazie al voto giovanile, e i Liberal Democratici, che intercettano chi nel 2016 era contrario alla Brexit.

In Scozia lo Scottish National Party, al potere da vent’anni, rimane favorito e punta a continuare la battaglia per l’indipendenza da Londra, ma la vera novità è l’ascesa rapida di Reform che potrebbe battere sia il Labour che i Tories. In Galles si prospetta una rivoluzione totale grazie al nuovo sistema proporzionale: se i sondaggi verranno confermati, i Laburisti crolleranno al terzo posto. Si delinea un testa a testa tra il Plaid Cymru, il partito nazionalista gallese, e lo stesso Reform, con il primo in leggero vantaggio. La sorte di Starmer appare dunque appesa ai risultati di queste ore, in una tornata che somiglia più a un referendum sulla sua figura che a una scelta locale.

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