Vai al contenuto

Khamenei riappare nell’ombra: “Ferite a rotula e schiena”, ma la strategia dell’Iran passa ancora da lui

Pubblicato: 10/05/2026 07:43

Il potere in Iran non si è fermato, ma ha cambiato forma. Dopo settimane di silenzio sulle condizioni di Mojtaba Khamenei, il regime ha iniziato a parlare apertamente della nuova Guida, ferita durante il bombardamento in cui sono morti il padre, la moglie e uno dei figli. Secondo quanto riferito da funzionari iraniani, Khamenei avrebbe riportato lesioni alla rotula, alla parte bassa della schiena e una scheggia dietro l’orecchio, ma sarebbe lucido, cosciente e ancora coinvolto nelle decisioni più importanti sulla guerra.

Il potere meno visibile

Il nuovo vertice iraniano, però, non somiglia a quello costruito per decenni da Ali Khamenei. Il padre governava anche attraverso la presenza pubblica, i discorsi, i simboli religiosi e politici. Mojtaba, invece, esercita il comando soprattutto nell’assenza, protetto da una rete di apparati militari, politici e di sicurezza cresciuta nel tempo e diventata oggi decisiva per la tenuta del sistema.

Secondo un rapporto confidenziale della Cia citato dalla Cnn, Khamenei starebbe svolgendo un ruolo cruciale nella definizione della strategia insieme ad altri funzionari iraniani. La ricostruzione smentisce almeno in parte la narrazione americana secondo cui Teheran sarebbe priva di una guida effettiva. Il potere c’è, ma è più frammentato, meno leggibile e più difficile da colpire.

Una leadership condivisa

Il sistema iraniano appare oggi più collettivo e militarizzato. Accanto alla Guida si muovono figure chiave dei Pasdaran, del Parlamento e del Consiglio di sicurezza nazionale. Il capo dei Guardiani della rivoluzione, Ahmed Vahidi, e altri generali spingono sulla linea della guerra, mentre Mohammed Ghalibaf e Mohammad Bagher Zolghadr tengono insieme apparato militare, politica e governo civile.

Khamenei, in questo quadro, garantisce la legittimità delle decisioni. Non è necessariamente l’unico centro del comando, ma resta il volto istituzionale che permette agli altri centri di potere di muoversi sotto una copertura comune. Per questo il regime ha interesse a mostrarlo vivo, presente e operativo, pur continuando a proteggerne l’invisibilità.

Il capo del protocollo del suo ufficio, Mazaher Hosseini, ha assicurato che Khamenei “gode di buona salute” e parlerà “al momento opportuno”. La sua assenza pubblica, ha spiegato, sarebbe legata alla necessità di non trasformarlo in un bersaglio. In Iran, dunque, la Guida non appare, ma continua a pesare. E proprio questa invisibilità sembra essere diventata la nuova forma del comando.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure