
Il caso di Garlasco è tornato da settimane al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria. La nuova fase investigativa, avviata dalla Procura di Pavia, riapre domande rimaste in sospeso per quasi vent’anni, mentre l’inchiesta su Andrea Sempio continua ad aggiungere tasselli. E ogni sviluppo, inevitabilmente, riporta in primo piano Alberto Stasi, unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi.
Tra verbali, intercettazioni e ricostruzioni alternative, il quadro appare sempre più fitto. E nelle ultime ore, a far discutere più di tutto, sono alcune dichiarazioni rese proprio da Stasi agli investigatori.
Le parole di Stasi e la nuova pista su Sempio
L’ex studente della Bocconi, oggi detenuto nel carcere di Bollate dove sta scontando una condanna a 16 anni, avrebbe escluso di aver mai saputo di tensioni o di presunti interessi particolari di Sempio nei confronti di Chiara.
Una posizione che, da un lato, sembra prendere le distanze dalla nuova direzione dell’indagine. Dall’altro, però, rischia di aprire scenari delicati sui rapporti tra le persone più vicine alla vittima e su ciò che circolava, davvero, nella cerchia di amici.
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Garlasco, riflettori su Marco Poggi
Nelle carte dell’inchiesta, il nome che sta emergendo con più forza è quello di Marco Poggi, fratello minore di Chiara e amico storico di Andrea Sempio. Ed è qui che spunta un dettaglio che gli inquirenti starebbero valutando con particolare attenzione.
Stasi ha raccontato che, dopo il delitto, Marco gli avrebbe chiesto conferma dell’esistenza di alcuni video intimi tra lui e Chiara. “Mi chiese soltanto se era vero, come se fosse una richiesta di conferma da parte mia”. Una frase che sta alimentando un dibattito acceso.

Il nodo dei video e cosa sapeva la cerchia di amici
Secondo diversi osservatori, questo passaggio potrebbe diventare centrale nelle prossime settimane. Se certe informazioni circolavano già all’interno del gruppo di amici e conoscenti della coppia, gli investigatori potrebbero voler capire chi sapesse cosa e, soprattutto, quando.
La sensazione è che la Procura punti a ricostruire con precisione i rapporti personali attorno alla vittima nei mesi prima dell’omicidio, anche per chiarire l’ipotesi di un possibile movente legato alla sfera privata.

Le dichiarazioni su Sempio e le mosse dei legali
Stasi, dal canto suo, ha negato di sapere che quei filmati fossero diventati di dominio comune. “Non sapevo che i video intimi fossero circolati”, ha spiegato agli inquirenti.
Allo stesso tempo ha dichiarato che Chiara “non ha mai fatto” riferimenti né alle telefonate ricevute da Sempio nei giorni precedenti al delitto, né a presunte avances. Dichiarazioni che, nel nuovo impianto investigativo della Procura di Pavia, potrebbero pesare.
Scenari possibili e rischio terremoto giudiziario
A questo punto, gli scenari si moltiplicano. Se l’inchiesta dovesse arrivare davvero a un rinvio a giudizio per Andrea Sempio, i legali di Alberto Stasi hanno già annunciato la volontà di chiedere la sospensione della pena e, successivamente, una possibile revisione del processo.
Sarebbe un terremoto giudiziario per uno dei casi di cronaca più discussi della storia italiana recente. E non è escluso che possano essere disposte nuove audizioni o ulteriori approfondimenti sui rapporti tra Marco Poggi, Sempio e la stessa Chiara.
La villetta di via Pascoli e il dettaglio della luce
Un altro elemento che continua ad attirare l’attenzione riguarda la ricostruzione della scena del crimine nella villetta di via Pascoli. Stasi ha ricordato: “Ricordo che non ho acceso nessun interruttore. Però poi mi hanno detto che una luce era accesa perché hanno detto che gli operatori del 118 non avevano azionato interruttori, quindi evidentemente una, forse quella delle scale, era già stata accesa”.
Anche questa circostanza potrebbe finire sotto nuove valutazioni investigative, soprattutto mentre continuano ad arrivare consulenze tecniche e analisi che cercano di chiarire, punto per punto, cosa sia accaduto quella mattina.
Mattino Cinque e le chiazze di sangue: il “gradino 0” torna al centro
Del caso si è parlato anche oggi a Mattino Cinque, dove l’attenzione si è concentrata sulle chiazze di sangue presenti sul cosiddetto gradino 0 della villetta di Garlasco.
Gli esperti intervenuti in trasmissione hanno analizzato ancora una volta la distribuzione delle tracce ematiche e la possibile compatibilità con i movimenti dell’assassino subito dopo il delitto. Un dettaglio che continua a dividere opinione pubblica e addetti ai lavori, ma che potrebbe rivelarsi decisivo nel tentativo di definire, una volta per tutte, la verità giudiziaria sull’omicidio di Chiara Poggi.


