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Trump investe in Meta e Goldman Sachs, esplode il caso dei conflitti d’interesse alla Casa Bianca

Pubblicato: 17/05/2026 10:45

Un fondo legato alla famiglia Trump avrebbe movimentato fino a 750 milioni di dollari tra azioni, obbligazioni e fondi indicizzati mentre il presidente continua a guidare gli Stati Uniti dalla Casa Bianca. E il sospetto, inevitabile, torna a essere sempre lo stesso: quanto può essere davvero separato il ruolo pubblico di Donald Trump dai suoi interessi economici privati?

Secondo i documenti pubblicati dall’Office of Government Ethics americano, l’agenzia nata dopo il Watergate per monitorare possibili casi di corruzione e conflitto d’interesse nell’amministrazione federale, nei primi mesi del 2026 il trust collegato alla famiglia Trump ha effettuato migliaia di operazioni finanziarie su alcuni dei colossi più potenti dell’economia americana. Tra questi compaiono Meta, Microsoft, Oracle, Broadcom, Bank of America e Goldman Sachs.

Le cifre dichiarate sono enormi. Le operazioni sarebbero comprese in una forbice tra i 220 e i 750 milioni di dollari, perché la normativa americana impone di indicare gli investimenti per fasce e non con importi esatti. In alcuni casi, tra uno e cinque milioni di dollari sarebbero stati investiti anche in fondi legati all’S&P 500, oltre che in titoli come Nvidia e Apple.

Il nodo delle informazioni sensibili

Il nodo politico nasce dal fatto che molte di queste aziende sono direttamente influenzate dalle decisioni della Casa Bianca. Trump, negli ultimi mesi, ha trattato più volte temi strategici che riguardano tecnologia, intelligenza artificiale, mercati finanziari, produzione industriale e dazi. Decisioni che possono incidere immediatamente sul valore di quelle stesse società presenti nel portafoglio del trust familiare.

La Casa Bianca respinge ogni accusa. La Trump Organization sostiene infatti che il patrimonio del presidente sia gestito tramite conti “a gestione totalmente discrezionale”, amministrati da soggetti terzi indipendenti e attraverso sistemi automatizzati. In sostanza, secondo la difesa ufficiale, Trump non avrebbe alcun controllo diretto sulle singole operazioni.

Ma il problema politico resta aperto. Perché anche senza una gestione quotidiana personale, il presidente continua comunque a conoscere in anticipo informazioni strategiche, decisioni economiche, orientamenti sui mercati, rapporti diplomatici e possibili crisi internazionali. Ed è proprio questo il punto che sta facendo discutere negli Stati Uniti: la semplice esistenza di investimenti così vasti in settori influenzati dall’azione governativa rischia di alimentare il sospetto di un intreccio permanente tra potere politico e interesse economico.

Le polemiche sulla famiglia Trump

Non è la prima volta che Trump finisce al centro di polemiche simili. Già durante il primo mandato erano esplose contestazioni sui suoi hotel, sulle proprietà immobiliari e sui rapporti economici della famiglia. Ora però il quadro appare ancora più delicato, perché il nuovo universo finanziario trumpiano tocca settori strategici come criptovalute, IA, banche e perfino aziende collegate alla produzione di droni.

I documenti mostrano inoltre grandi cessioni di titoli, comprese vendite tra i 5 e i 25 milioni di dollari di azioni Amazon, Microsoft e Meta. Operazioni che contribuiscono ad alimentare interrogativi sull’enorme flusso finanziario che continua a gravitare attorno al presidente americano e alla sua famiglia.

Nel frattempo resta ancora segreta anche la dichiarazione dei redditi di Trump. L’amministrazione ha infatti concesso una proroga di quarantacinque giorni per la pubblicazione dei documenti fiscali del presidente. Un ulteriore rinvio che, inevitabilmente, aumenta sospetti e tensioni politiche in vista della nuova fase della presidenza trumpiana.

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