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“Cosa mi ha fatto fare!”. Altri guai per il principe Andrea: la denuncia di una donna

Pubblicato: 22/05/2026 10:35

Le vicende che coinvolgono le grandi famiglie reali riescono spesso a superare i confini della cronaca giudiziaria per trasformarsi in casi politici e istituzionali. Quando scandali, indiscrezioni e inchieste si intrecciano con il peso simbolico della monarchia, ogni sviluppo assume inevitabilmente una dimensione pubblica molto più ampia. È ciò che sta accadendo ancora una volta attorno alla famiglia reale britannica, da anni attraversata da tensioni interne, crisi d’immagine e polemiche che continuano a mettere sotto pressione Buckingham Palace.

Le ombre del passato, soprattutto quelle legate ai rapporti con il finanziere americano Jeffrey Epstein, non hanno mai smesso di inseguire il principe Andrea. E ora, secondo quanto riportato dai media britannici, la posizione dell’ex duca di York si starebbe aggravando ulteriormente dopo l’avvio di una nuova indagine preliminare da parte delle autorità britanniche.
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L’indagine preliminare sul principe Andrea

Secondo quanto riferito da Sky News, Andrea Mountbatten-Windsor sarebbe ora oggetto di un’indagine preliminare per sospetti reati sessuali, avviata in seguito alla denuncia presentata da una presunta vittima.

A riportare ulteriori dettagli è il quotidiano britannico The Times, secondo cui gli investigatori starebbero cercando di ascoltare una donna che sostiene di essere stata portata nella residenza del principe vicino a Windsor “per scopi sessuali”.

Le autorità avrebbero inoltre rivolto un appello pubblico a eventuali testimoni o possibili vittime affinché collaborino con le indagini, soprattutto dopo le recenti perquisizioni effettuate nelle proprietà riconducibili all’ex duca di York.

Al momento non risultano accuse formali né incriminazioni definitive, ma il caso segna un nuovo sviluppo giudiziario estremamente delicato per il fratello minore di re Carlo III.

I presunti legami con Jeffrey Epstein

Le nuove verifiche investigative si concentrerebbero su presunti incontri avvenuti anni fa nella residenza vicina al castello di Windsor con una giovane donna collegata all’entourage di Jeffrey Epstein, il finanziere americano morto nel 2019 e da tempo al centro di uno dei più gravi scandali sessuali internazionali degli ultimi decenni.

Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa britannica, l’ipotesi investigativa nascerebbe dalle dichiarazioni rese dalla presunta vittima ai media. Testimonianze che, tuttavia, non sarebbero ancora state formalmente acquisite dalla polizia e che gli investigatori starebbero cercando di verificare.

Fino a questo momento il principe Andrea era già finito nel mirino delle autorità britanniche nell’ambito di un’altra vicenda legata ai suoi rapporti con Epstein. In precedenza era infatti stato coinvolto in accertamenti relativi all’ipotesi di cattiva condotta in un ufficio pubblico, con il sospetto di aver fornito informazioni riservate al finanziere americano.

Accuse che Andrea ha sempre respinto, negando qualsiasi coinvolgimento illecito e prendendo le distanze dai rapporti con Epstein dopo l’esplosione dello scandalo internazionale.

Gli “Andrew Papers” e il ruolo della regina Elisabetta II

La nuova tempesta giudiziaria arriva in un momento particolarmente delicato anche per la monarchia britannica, già alle prese con una forte esposizione mediatica dopo la desecretazione di alcuni documenti riservati ribattezzati dai media “Andrew Papers”.

Le carte, diffuse a poche settimane dal centenario della nascita della regina Elisabetta II, conterrebbero riferimenti alle pressioni esercitate dalla sovrana sull’allora governo britannico per favorire la nomina del figlio Andrea come rappresentante commerciale internazionale del Regno Unito.

Secondo un memo citato dalla stampa britannica, la regina sarebbe stata “assai desiderosa” di affidare quel ruolo pubblico al figlio, insistendo affinché l’incarico restasse all’interno della Royal Family.

Le rivelazioni hanno riaperto il dibattito sul rapporto tra monarchia e istituzioni governative, soprattutto per quanto riguarda i meccanismi di controllo e verifica previsti per incarichi pubblici di questo livello.

Le polemiche sui privilegi e i viaggi di Andrea

Dai documenti emergerebbero anche dettagli sul periodo in cui Andrea ricoprì il ruolo di inviato commerciale britannico tra il 2001 e il 2011.

Secondo quanto riportato, il principe avrebbe chiesto di partecipare soltanto a missioni considerate “sofisticate” e avrebbe avanzato richieste particolari per gli eventi ufficiali, preferendo spettacoli di balletto rispetto al teatro.

In quegli anni Andrea venne soprannominato dai media britannici “Air Miles Andy” per il numero elevato di voli e soggiorni in strutture di lusso finanziati con fondi pubblici.

Lo storico Andrew Lownie, autore di una biografia sul principe, sostiene che i documenti dimostrerebbero come la regina abbia in quel periodo privilegiato la tutela della famiglia rispetto all’immagine dell’istituzione monarchica.

Il principe Andrea andrà a processo, respinto il ricorso. Il caso Epstein travolge la casa dei Windsor

La crisi della Royal Family

La vicenda rappresenta un nuovo colpo per una famiglia reale già segnata negli ultimi anni da scandali, tensioni interne e calo di consenso nell’opinione pubblica.

Andrea è stato progressivamente allontanato dalla vita pubblica, privato dei principali incarichi ufficiali e confinato lontano dai riflettori per volontà di re Carlo III. Nonostante questo, il suo nome continua periodicamente a riemergere nelle cronache giudiziarie legate al caso Epstein.

A rendere ancora più complicato il momento per Buckingham Palace si è aggiunta anche una clamorosa gaffe mediatica avvenuta nei giorni scorsi, quando una radio britannica ha trasmesso per errore un annuncio preregistrato che comunicava la morte di re Carlo III.

L’emittente ha poi diffuso scuse ufficiali, ma l’episodio ha contribuito ad alimentare ulteriormente il clima di tensione e attenzione attorno alla monarchia britannica in una fase già particolarmente delicata.

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