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“Lascia un grande vuoto”. Mattarella, l’addio è doloroso: le parole scuotono tutti

Pubblicato: 22/05/2026 11:28

Il panorama culturale, sociale e istituzionale italiano si trova a fare i conti con una perdita di straordinaria rilevanza. La scomparsa di una delle figure più poliedriche e lungimiranti del nostro tempo ha suscitato una vastissima ondata di commozione, spingendo le massime cariche dello Stato a riflettere sull’eredità morale e intellettuale lasciata da un uomo che ha saputo cambiare radicalmente il nostro rapporto con la terra e con la tavola. Le reazioni unanimi della politica e delle istituzioni testimoniano come il suo impatto abbia superato di gran lunga i confini della semplice gastronomia, trasformandosi in un vero e proprio movimento di pensiero globale incentrato sulla sostenibilità, sulla giustizia sociale e sulla salvaguardia delle identità locali.

Il vuoto profondo lasciato dal fondatore di Slow Food

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto esprimere il proprio personale e profondo cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, sottolineando come la sua dipartita lasci un vuoto immenso che va ben oltre il comparto della scienza enogastronomica. Secondo il Capo dello Stato, la perdita di Carlo Petrini tocca l’intera società civile, non soltanto all’interno dei confini italiani ma a livello internazionale. Il presidente ha evidenziato come il nucleo fondamentale del suo messaggio sia stato capace di scuotere le coscienze collettive, introducendo concetti rivoluzionari in tempi in cui la globalizzazione rischiava di appiattire ogni specificità. Il Capo dello Stato ha rivolto un pensiero affettuoso e sentito ai familiari del grande intellettuale e a tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno condiviso con lui un percorso lavorativo, umano e sociale di fondamentale importanza.

Nel prosieguo della sua dichiarazione, il presidente Sergio Mattarella si è soffermato sull’immenso patrimonio di idee che Carlo Petrini lascia in dote alle future generazioni. Le sue costanti sollecitazioni in materia di sostenibilità ambientale hanno precorso i tempi, anticipando dibattiti che oggi sono al centro delle agende politiche mondiali. L’azione culturale di Carlo Petrini si è sempre focalizzata sulla necessità impellente di preservare le tradizioni rurali e di valorizzare le culture locali, offrendo una valida alternativa ai modelli di consumo di massa. Grazie a questa costante opera di sensibilizzazione, si è generata una nuova e diffusa consapevolezza intorno alla cultura del cibo e ai suoi metodi di produzione. Questo nuovo approccio, come ricordato dal presidente, non si limita all’aspetto edonistico del nutrimento, ma si ispira a rigidi criteri di qualità, genuinità e, soprattutto, di eticità nei confronti dei lavoratori della terra.

Il riconoscimento del Senato all’impegno civile

Anche la seconda carica dello Stato ha voluto rendere omaggio alla memoria di questa straordinaria figura che ha segnato la storia recente del nostro Paese. Il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, ha rilasciato una nota ufficiale in cui esprime il cordoglio della camera alta per la scomparsa di Carlo Petrini, definendolo senza mezzi termini come una figura centrale e insostituibile della cultura alimentare italiana. Nel suo ricordo, viene messo in luce come Carlo Petrini sia stato guidato da una passione travolgente, da una visione lungimirante e da un amore viscerale per la terra. Queste doti gli hanno permesso di operare una metamorfosi epocale, elevando il tema della nutrizione e dell’agricoltura a un livello superiore. Quello che poteva sembrare un semplice interesse settoriale è diventato, grazie a lui, un profondo impegno civile, culturale e sociale, i cui meriti sono oggi unanimemente riconosciuti in tutto il mondo.

Il ricordo istituzionale si è arricchito ulteriormente con le parole del vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il quale ha affidato ai canali social la sua commossa riflessione sulla scomparsa di Carlo Petrini. Il ministro degli Esteri ha descritto il fondatore di Slow Food come un autentico uomo di visione, capace di trasformare l’atto del nutrirsi in un sinonimo di cultura, identità, rispetto per la terra e solidarietà universale tra i popoli. Attraverso i progetti globali di Slow Food e della rete di Terra Madre, Carlo Petrini ha saputo dare una voce autorevole alle comunità locali più isolate, difendendo strenuamente la biodiversità e promuovendo un modello di sviluppo economico decisamente più umano, sostenibile e giusto. Antonio Tajani ha poi ricordato l’importanza cruciale dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, una creatura accademica voluta fortemente da Carlo Petrini per formare intere generazioni di giovani provenienti da ogni angolo del pianeta. Questa istituzione ha reso la cultura gastronomica italiana un formidabile strumento di dialogo internazionale, ponendo l’Italia al centro di una fitta rete di valorizzazione del patrimonio agroalimentare mondiale e confermando il legame indissolubile tra l’uomo, il proprio territorio d’origine e la qualità generale della vita.

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