Vai al contenuto

Paolo muore dopo la puntura di un insetto: l’amico lo trova per terra in giardino

Pubblicato: 22/05/2026 12:58

Ha lottato per circa 24 ore tra la vita e la morte, ma alla fine non ce l’ha fatta. Paolo Fravezzi, 52 anni, è deceduto dopo essere stato punto da un insetto mentre si trovava nel giardino dell’abitazione di un amico, nella frazione di Selva Malvezzi.

L’episodio si è verificato nella tarda mattinata di mercoledì. Poco prima di mezzogiorno, l’uomo avrebbe riferito di essere stato punto da un insetto, la cui specie non è stata ancora identificata.

Il crollo pochi minuti dopo la puntura

Secondo la ricostruzione dei fatti, pochi minuti dopo aver segnalato l’accaduto all’amico con cui si trovava, Fravezzi si è improvvisamente accasciato al suolo, perdendo conoscenza.

Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118 con ambulanza e automedica. Le condizioni dell’uomo sono apparse fin da subito gravissime.

I soccorritori hanno effettuato a lungo le manovre di rianimazione e, vista la criticità della situazione, è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso.

Il ricovero al Sant’Orsola

Dopo essere stato stabilizzato, il 52enne è stato trasportato in codice di massima gravità all’Policlinico Sant’Orsola, dove è stato ricoverato nel reparto di Emodinamica a causa dell’arresto cardiaco in corso.

Nonostante gli sforzi del personale medico, l’uomo non ha mai ripreso conoscenza durante il ricovero.

Il decesso è stato constatato nella serata successiva.

Gli accertamenti sulla causa della morte

Al momento non è stato possibile stabilire con certezza quale insetto abbia provocato la puntura né se il decesso sia stato determinato da una grave reazione allergica o da altre complicanze.

Eventuali esami post-mortem potrebbero fornire risposte più precise sulle cause della tragedia.

Il ricordo degli amici

Paolo Fravezzi era conosciuto come una persona amante della natura, delle attività all’aria aperta e particolarmente legata ai suoi cani.

Numerosi i messaggi di cordoglio comparsi sui social dopo la diffusione della notizia.

Tra questi, quello di una persona a lui molto vicina: «Mi dicevi sempre: “Pensa ai miei cani se dovesse succedermi qualcosa”. Lo stiamo facendo. I tuoi angeli sono in buone mani. Ti vogliamo bene».

Un precedente che riporta alla memoria un’altra tragedia

La vicenda richiama un episodio analogo avvenuto nell’agosto dello scorso anno a Monterenzio, quando Alessandro Bologna, gestore di un bed and breakfast della zona, fu colpito da uno shock anafilattico dopo la puntura di un calabrone.

Anche in quel caso l’uomo andò incontro a un arresto cardiaco e morì dopo alcuni giorni di ricovero in terapia intensiva.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure