
La gestione della sicurezza viaria e le drammatiche conseguenze legate ai fattori di rischio durante le ore notturne continuano a rappresentare un tema di primaria urgenza per le comunità locali e le forze dell’ordine. Quando i flussi di traffico diminuiscono, la combinazione tra configurazioni strutturali delle arterie extraurbane e imprevedibili variabili umane può trasformare tratti stradali apparentemente rettilinei in scenari di eventi critici irreversibili. Le autorità competenti insistono regolarmente sulla necessità di mantenere livelli di vigilanza elevatissimi, poiché anche un minimo scostamento dalle traiettorie standard può innescare collisioni dagli esiti fatali, modificando bruscamente il destino di più persone coinvolte nello stesso snodo viario.
La collisione notturna sulla provinciale
Un gravissimo scontro frontale si è consumato nelle scorse ore lungo una delle arterie di collegamento del territorio lecchese, lasciando una comunità nel dolore e aprendo l’ennesimo fascicolo d’indagine sulle dinamiche dei sinistri notturni. A perdere la vita è stato Roberto Manzini. Aveva compiuto i 35 anni venerdì scorso. L’incidente si è verificato sulla Provinciale 74, la strada tra la ex Statale 36 e il ponte Cesare Cantù, nel tratto di via Lavello, intorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato.
La dinamica dei fatti, analizzata dai primi soccorritori giunti sul posto, ha delineato immediatamente la gravità della situazione. Roberto era al volante della sua Volkswagen Golf e si è schiantato contro la Hyundai guidata da un automobilista della sua stessa età, in arrivo dalla parte opposta. Le prime segnalazioni arrivate ai centralini d’emergenza descrivevano una condotta di guida anomala nei secondi precedenti all’impatto fatale. “Andava a zigzag”, hanno raccontato alcuni testimoni oculari che si trovavano a percorrere lo stesso tratto viario proprio in quegli istanti. L’impatto, secondo la ricostruzione preliminare, è avvenuto ad alta velocità, rendendo nullo ogni tentativo di manovra evasiva da parte dell’altro conducente.
I soccorsi e gli accertamenti delle autorità
La macchina degli aiuti si è attivata istantaneamente, mobilitando diverse unità sul territorio per estrarre le persone coinvolte dalle lamiere accartocciate delle due vetture. Roberto è morto sul colpo a causa della violenza dell’urto. L’altro guidatore è stato invece soccorso dagli operatori dell’automedica di Areu e dai volontari di Lecco soccorso di Lecco e dalla Croce rossa di Valmadrera, arrivati dopo essere stati chiamati da alcune persone che hanno visto la scena e hanno prestato la prima assistenza. Sul posto sono giunti anche i vigili del fuoco che hanno aiutato i soccorritori a estrarre dall’abitacolo il superstite, poi trasferito in codice d’urgenza presso il nosocomio cittadino per ricevere le cure necessarie.
Successivamente, l’area è stata transennata per consentire lo svolgimento dei rilievi di rito e la rimozione dei detriti. Dai rilievi svolti dai carabinieri della compagnia di Merate a innescare lo scontro sarebbe stato Roberto: forse ha accusato un malore, magari una distrazione o altro ancora. Diversi testimoni hanno riferito che la sua Golf ha ripetutamente invaso la corsia opposta, procedendo a zigzag fino al momento dello scontro. Il magistrato di turno non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia, né altri accertamenti proprio perché la responsabilità sarebbe stata sua. La salma è stata così restituita subito ai familiari per la celebrazione delle esequie.


