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Guerra Iran, l’annuncio di Trump: “C’è l’accordo, Hormuz sarà riaperto”. Silenzio da Teheran

Pubblicato: 23/05/2026 22:51

La trattativa tra Stati Uniti e Iran per evitare una nuova escalation militare resta estremamente fragile. Dopo settimane di tensioni, attacchi indiretti e pressioni reciproche, i colloqui mediati dal Pakistan proseguono senza una vera svolta, mentre alla Casa Bianca Donald Trump avrebbe già ricevuto diversi scenari operativi nel caso in cui la diplomazia dovesse definitivamente fallire.

Secondo fonti americane e iraniane, i negoziati sarebbero ancora bloccati su alcuni nodi centrali: la fine delle ostilità, il controllo sul programma nucleare iraniano, la gestione dello Stretto di Hormuz e le garanzie reciproche richieste dalle due parti. Teheran continua ad accusare Washington di avanzare “richieste eccessive”, mentre Trump starebbe valutando nuove pressioni militari ed economiche senza però chiudere completamente la porta al dialogo.

La situazione resta quindi in continua evoluzione. Da una parte gli Stati Uniti insistono sulla necessità di un accordo più rigido rispetto al passato, dall’altra l’Iran pretende garanzie concrete sulla fine della guerra e sulla revoca delle pressioni occidentali. Sullo sfondo rimane il rischio di una nuova escalation regionale, mentre aumentano le tensioni anche tra Washington e Israele sul ruolo da attribuire ai negoziati.

22:51 – Trump: “Telefonata proficua con i leader arabi sulla pace con l’Iran”
Donald Trump ha annunciato di aver appena concluso una “telefonata molto proficua” con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein. Il presidente americano, attraverso Truth Social, ha spiegato che il colloquio ha riguardato “ogni aspetto relativo a un Memorandum d’Intesa concernente la pace” con l’Iran.
Secondo Trump, l’accordo tra Stati Uniti, Repubblica Islamica e i Paesi coinvolti sarebbe stato “ampiamente negoziato” e ora si troverebbe nella fase finale di definizione.

22:46 – Trump: “Lo Stretto di Hormuz verrà aperto”
Nel pieno dei negoziati con Teheran, Donald Trump ha dichiarato che “lo Stretto di Hormuz verrà aperto”, lasciando intendere che uno dei punti centrali dell’intesa riguarderebbe proprio la sicurezza marittima e il ritorno alla libera circolazione commerciale nell’area del Golfo.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo strategico fondamentale per il traffico mondiale di petrolio ed è stato al centro delle tensioni tra Iran e Stati Uniti nelle ultime settimane.

22:41 – Trump: “Dettagli finali dell’accordo annunciati a breve”
Donald Trump ha affermato che gli “aspetti finali” dell’intesa con l’Iran e i relativi dettagli sarebbero attualmente in fase di discussione e potrebbero essere annunciati a breve.
Le dichiarazioni del presidente americano arrivano dopo una giornata caratterizzata da segnali contrastanti tra aperture diplomatiche e minacce militari, mentre proseguono i negoziati mediati dal Pakistan.

17:41 – Trump: “Accordo o bombardamenti, siamo al 50-50”
Donald Trump ha dichiarato ad Axios che le possibilità di arrivare a un accordo con l’Iran oppure di tornare a colpire militarmente Teheran sarebbero “al 50-50”. Il presidente americano ha usato toni durissimi: “O arriviamo a un buon accordo o li faccio saltare in mille pezzi”, ha detto al giornalista Barak Ravid.
Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti sono pronti a colpire l’Iran “più duramente di quanto sia mai stato colpito” nel caso in cui il negoziato dovesse fallire. Secondo Axios, il presidente vedrà oggi i principali consiglieri della sicurezza nazionale per esaminare la nuova bozza dell’intesa e potrebbe prendere una decisione definitiva già entro domani.

17:01 – Teheran: fine del blocco navale Usa parte dell’intesa
L’Iran ha confermato che la possibile fine del blocco navale americano rientrerebbe nel quadro dell’accordo che Washington e Teheran stanno cercando di finalizzare.
La questione dello Stretto di Hormuz e delle restrizioni navali resta uno dei punti centrali del negoziato, soprattutto dopo settimane di forti tensioni militari e commerciali nell’area del Golfo.

16:52 – Pakistan: “Progressi incoraggianti nelle ultime 24 ore”
L’esercito pakistano ha fatto sapere che i negoziati tra Stati Uniti e Iran avrebbero registrato “progressi incoraggianti” nelle ultime 24 ore.
La dichiarazione è arrivata al termine della visita a Teheran del feldmaresciallo Asim Munir, figura chiave della mediazione tra Washington e il governo iraniano. Islamabad continua infatti a svolgere un ruolo centrale nel tentativo di evitare una nuova escalation militare nella regione.

15:15 – Iran: “Molto lontani e molto vicini a un accordo”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran e Washington sono allo stesso tempo “molto lontani e molto vicini a un accordo”, confermando quanto i negoziati restino ancora estremamente instabili. Secondo la diplomazia iraniana, uno dei principali problemi sarebbe il continuo cambio di posizione degli Stati Uniti durante le trattative.
Le dichiarazioni confermano il clima di forte incertezza che circonda il negoziato mediato dal Pakistan, mentre la Casa Bianca continua parallelamente a valutare anche possibili opzioni militari in caso di fallimento definitivo della diplomazia.

14:02 – Trump valuta le opzioni militari
Secondo quanto riportato dai media americani, Donald Trump avrebbe riunito alla Casa Bianca i vertici della sicurezza nazionale e dell’intelligence per discutere possibili scenari in caso di fallimento definitivo dei colloqui con Teheran. Il presidente americano non avrebbe ancora preso una decisione finale, ma starebbe valutando diverse opzioni operative, lasciando comunque aperto uno spiraglio alla diplomazia.

13:13 – Nyt: Israele escluso dai colloqui
Il New York Times scrive che il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe stato progressivamente escluso dal processo negoziale. Secondo il quotidiano americano, Israele sarebbe passato da “co-pilota” degli Stati Uniti contro l’Iran a semplice “passeggero”, in quella che viene definita una battuta d’arresto diplomatica per il governo israeliano.

13:12 – Teheran vuole una dichiarazione sulla fine della guerra
Una fonte iraniana di alto livello ha riferito ad Al Arabiya che Teheran vorrebbe prima di tutto concordare una dichiarazione di principio che definisca chiaramente come dovrebbe terminare il conflitto. Secondo la stessa fonte, senza questo passaggio preliminare difficilmente si potrà arrivare a un’intesa più ampia.

12:03 – “Proposte iraniane inaccettabili per gli Usa”
Sempre secondo Al Arabiya, le proposte avanzate finora dall’Iran sarebbero considerate “inaccettabili” dagli Stati Uniti. Il clima tra le due delegazioni resterebbe quindi molto teso, con continui scambi di bozze senza risultati concreti.

11:53 – Araghchi sente Guterres: “Da Washington richieste eccessive”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il segretario generale dell’Onu António Guterres. Durante la conversazione Teheran ha accusato gli Stati Uniti di compromettere il negoziato attraverso “richieste eccessive”, posizioni contraddittorie e una lunga storia di mancato rispetto degli impegni diplomatici. L’Iran ha però ribadito di voler continuare il percorso negoziale “con serietà e senso di responsabilità”.

08:58 – Nessun accordo finché non si chiude il tema della guerra
Una fonte vicina alla squadra negoziale iraniana, citata dall’agenzia Tasnim, ha spiegato che i colloqui restano ancora aperti sui principali punti di disaccordo. Secondo Teheran, finché non verrà definita la questione della fine della guerra non sarà possibile affrontare gli altri temi del negoziato. La stessa fonte ha smentito alcune indiscrezioni occidentali sui presunti dettagli dell’accordo.

7:00 – Le opzioni sul tavolo di Trump
Secondo il New York Times, tra le ipotesi allo studio della Casa Bianca ci sarebbero attacchi mirati contro le infrastrutture nucleari iraniane, in particolare i siti sotterranei collegati alle scorte di uranio arricchito. Tra gli scenari valutati anche bombardamenti lungo lo Stretto di Hormuz e nuove operazioni contro il settore energetico iraniano, opzioni che però rischierebbero di provocare una pesante escalation regionale.

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Ultimo Aggiornamento: 23/05/2026 23:01

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