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“Violati i diritti umani”: l’Europa prepara sanzioni contro Ben-Gvir

Pubblicato: 23/05/2026 09:02

L’Unione europea valuta nuove sanzioni contro il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir dopo le polemiche esplose per il trattamento riservato agli attivisti della flottiglia diretta a Gaza. La proposta sarà discussa nel prossimo Consiglio Affari Esteri del 15 giugno e, secondo quanto emerso a Bruxelles, tra i Paesi più attivi nel chiedere misure contro il ministro israeliano ci sarebbero Italia e Spagna.
L’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas ha confermato che il tema è ormai ufficialmente sul tavolo europeo, mentre il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, ha definito “indegno di chiunque ricopra una carica pubblica in una democrazia” il comportamento di Ben-Gvir.

L’Italia spinge per le sanzioni

Dopo aver condannato il trattamento riservato agli attivisti della flottiglia e aver chiesto chiarimenti a Israele, anche il governo italiano ha alzato il tono dello scontro diplomatico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine dell’incontro con il premier irlandese Micheál Martin, ha ribadito la condanna contro “la violenza dei coloni e le attività di insediamento israeliane”.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato il pressing italiano in sede europea: “Dopo quello che abbiamo visto l’altro giorno in Israele, non possiamo non chiedere sanzioni nei confronti di un ministro che ha violato tutti i diritti umani”, ha dichiarato arrivando alla riunione Nato di Helsingborg.

Il caso della flottiglia per Gaza

Le tensioni sono esplose dopo la diffusione di immagini e testimonianze relative agli attivisti europei della flottiglia per Gaza, che secondo diverse ricostruzioni sarebbero stati sottoposti a violenze, umiliazioni e trattamenti considerati incompatibili con il diritto internazionale.

In Italia la vicenda è finita anche all’attenzione della magistratura. I pm di Roma starebbero valutando ipotesi di reato che includerebbero tortura e violenza sessuale.

L’Europa aumenta la pressione su Israele

Il caso Ben-Gvir si inserisce in un quadro di crescente tensione tra Bruxelles e il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. Solo dieci giorni fa i Ventisette avevano già raggiunto un accordo politico per sanzionare coloni israeliani estremisti accusati di violenze contro i palestinesi in Cisgiordania. Le misure prevedono congelamento dei beni e divieto di ingresso nel territorio europeo.

Sul tema degli insediamenti è arrivata anche una dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania, che hanno chiesto a Israele di fermare la colonizzazione in Cisgiordania. Nel frattempo Francia e Svezia starebbero spingendo anche per vietare l’importazione nell’Ue di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani considerati illegali dal diritto internazionale. L’Olanda ha già deciso di procedere autonomamente con un divieto nazionale.

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