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Sub morti alle Maldive, la Procura di Roma chiede attrezzature e filmati: focus sulla GoPro recuperata nella grotta

Pubblicato: 26/05/2026 22:59

La Procura di Roma ha inviato alle autorità delle Maldive un’anticipazione di rogatoria internazionale nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dei cinque sub italiani deceduti durante un’immersione nelle grotte sommerse dell’atollo di Vaavu. Al momento il procedimento è aperto per l’ipotesi di omicidio colposo.

L’obiettivo dei magistrati è ottenere rapidamente documenti, atti investigativi e soprattutto le attrezzature utilizzate durante l’immersione, tra cui la telecamera GoPro recuperata all’interno della grotta dove si è consumata la tragedia.

La GoPro potrebbe chiarire gli ultimi minuti

Gli investigatori ritengono che i filmati registrati dalla telecamera possano essere determinanti per ricostruire quanto accaduto a circa 60 metri di profondità.

Secondo le prime informazioni, il gruppo si sarebbe spinto molto oltre le quote normalmente previste per immersioni analoghe, generalmente effettuate intorno ai 30 metri. Un aspetto sul quale la Procura intende fare piena luce, verificando chi abbia autorizzato la discesa e quali fossero le condizioni operative della spedizione.

Le cinque vittime

La tragedia, avvenuta il 14 maggio nelle grotte sommerse dell’atollo di Vaavu, è costata la vita a:

  • Monica Montefalcone, 51 anni, docente di Biologia marina a Genova;
  • Giorgia Sommacal, 23 anni, studentessa di Ingegneria biomedica;
  • Muriel Oddenino, 31 anni, ricercatrice;
  • Federico Gualtieri, 31 anni, neolaureato in Biologia ed ecologia marina;
  • Gianluca Benedetti, 44 anni, istruttore subacqueo e manager del tour operator che aveva organizzato l’escursione.

Al centro delle verifiche anche il legame con l’università

Uno dei filoni d’indagine riguarda il possibile collegamento tra la spedizione e attività accademiche.

Secondo i legali dei familiari di alcune vittime, la presenza di Monica Montefalcone alle Maldive sarebbe stata legata a iniziative riconducibili all’Università degli Studi di Genova.

Gli avvocati sostengono che missioni analoghe avrebbero carattere periodico e che l’ateneo fosse a conoscenza delle attività svolte. Si tratta di circostanze che potrebbero essere approfondite nel corso delle indagini.

Autopsie e test tossicologici

Nel frattempo sono stati eseguiti i primi esami autoptici sui corpi di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri.

Particolare attenzione è rivolta agli esami tossicologici, che dovranno verificare eventuali anomalie nella miscela respirata dai sub o possibili problemi legati alle bombole utilizzate durante l’immersione.

Dalle prime verifiche non sarebbero emersi segni evidenti o lesioni particolari. Per conoscere gli esiti definitivi degli accertamenti sarà necessario attendere la relazione medico-legale conclusiva, prevista entro circa 90 giorni.

Al momento, tra le ipotesi più accreditate dagli investigatori, resta quella dell’asfissia seguita da annegamento.

Il ringraziamento ai soccorritori finlandesi

La tragedia ha avuto eco anche sul piano internazionale. Durante le celebrazioni della Festa della Repubblica a Helsinki, l’ambasciatore italiano Nicola Todaro Marescotti ha ringraziato pubblicamente i tre speleosub finlandesi che hanno partecipato alle delicate operazioni di recupero delle salme.

Nel messaggio inviato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato espresso apprezzamento per il coraggio, la professionalità e il senso di umanità dimostrati durante le operazioni.

Omegna in lutto per Federico Gualtieri

Per Federico Gualtieri è stato concesso il nulla osta alla sepoltura. I funerali saranno celebrati giovedì nella chiesa di Sant’Ambrogio a Omegna.

Il Comune ha proclamato il lutto cittadino, disponendo l’esposizione delle bandiere a mezz’asta e invitando cittadini, scuole, associazioni e attività commerciali a osservare un momento di raccoglimento durante le esequie.

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