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“Ora rischia di morire…”. Maldive, la notizia shock che riguarda Monica Montefalcone

Pubblicato: 27/05/2026 18:37

La perdita improvvisa di figure centrali nei network della ricerca internazionale apre complessi scenari non solo sul piano umano, ma anche per la continuità di programmi scientifici di lungo corso. Quando l’interruzione di un percorso accademico avviene in contesti geograficamente distanti, le prime risposte istituzionali si muovono lungo un doppio binario: da un lato, la gestione dei protocolli diplomatici e delle indagini locali, dall’altro la necessità di tutelare un patrimonio di dati accumulato in decenni di attività sul campo. In queste ore, la riflessione del mondo accademico si concentra sulla vulnerabilità dei progetti d’équipe e sulla complessa transizione dei ruoli di coordinamento globale.

Il ricordo del mentore e il vuoto accademico

La comunità scientifica si stringe attorno alla memoria di una delle sue studiose più brillanti, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nei corridoi universitari. Carlo Nike Bianchi, biologo marino in pensione e mentore di Monica Montefalcone, ha ricordato la professoressa del Distav dell’Università di Genova in una recente intervista. La docente ha perso la vita in un drammatico incidente alle Maldive insieme alla figlia Giorgia Sommacal, all’assegnista di ricerca Muriel Oddenino, all’ex studente Federico Gualtieri e alla guida subacquea Gianluca Benedetti.

Il legame professionale tra i due scienziati era iniziato oltre vent’anni fa, quando la ricercatrice si presentò per discutere la propria tesi basata proprio sugli studi del professore. Da quel momento è nata una collaborazione storica, culminata con la cattedra di Professore Associato in Ecologia. «Era all’apice della sua carriera», sottolinea Bianchi, ricordando i suoi 250 articoli scientifici e il recente conferimento del Premio Tridente d’Oro a febbraio.

Il rischio di interruzione dei progetti sulle scogliere

Il timore principale degli esperti riguarda adesso la salvaguardia dei dati ambientali raccolti in una delle aree marine più delicate del pianeta. «Il suo lavoro rischia di morire con lei», avverte il professore, facendo riferimento al monitoraggio delle scogliere coralline avviato nel 1997. Questa serie storica, fondamentale per organismi internazionali come l’International Coral Reef Initiative, rischia lo stop: «Non abbiamo i dati del 2026, perché la polizia maldiviana ha messo sotto sequestro il computer e altri effetti personali di Monica».

Sulle cause della tragedia legata all’esplorazione subacquea, il docente mantiene la massima cautela, ricordando che dall’anfratto in cui si sono immersi non ci sono sopravvissuti: «Ci sono delle indagini in corso, mi sembra saggio attenderne le conclusioni». L’eredità della studiosa resta affidata ai suoi storici collaboratori e alle centinaia di studenti formati in anni di insegnamento.

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