
L’ultima analisi elettorale di Youtrend mette a confronto due tornate decisive: le elezioni amministrative del 24-25 maggio nei 118 comuni sopra i 15 mila abitanti e il precedente referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 22-23 marzo. Un incrocio di dati che offre una lettura più profonda dei flussi di voto e degli equilibri politici locali.
Secondo lo studio, il risultato delle urne dimostra che il consenso espresso sul referendum non si è automaticamente tradotto nelle amministrative. In diversi territori, infatti, le scelte fatte sul quesito referendario non hanno coinciso con quelle sui candidati sindaco, segnalando una forte discontinuità tra voto nazionale e voto locale.

L’analisi evidenzia che il centrodestra è riuscito a conquistare al primo turno 16 comuni nei quali, appena due mesi prima, aveva prevalso il “no” al referendum sulla giustizia promosso dal governo. Un dato che mostra come il voto referendario non abbia rappresentato un bacino elettorale stabile per le successive amministrative.
Di contro, il centrosinistra ha ottenuto una sola vittoria in un comune dove al referendum si era imposto il “sì”: si tratta di Segrate, nel Milanese. Un caso isolato che conferma la difficoltà del campo progressista nel trasformare il consenso referendario in risultati amministrativi diffusi sul territorio.
Nel complesso, i dati mostrano che nei 118 comuni analizzati i territori in cui aveva prevalso il “no” erano nettamente superiori rispetto a quelli del “sì”, con un rapporto di 91 a 27. Tuttavia, questa maggioranza non si è tradotta in un vantaggio automatico per il centrosinistra nelle elezioni locali successive.
Un caso particolarmente significativo è quello di Venezia, unico capoluogo di regione al voto in questa tornata. Qui il candidato del centrodestra, Luigi Brugnaro (area centrodestra), ha ottenuto una vittoria al primo turno, confermando la tenuta della coalizione in un contesto politico complesso e altamente simbolico.
Secondo i flussi elettorali ricostruiti da Youtrend, l’87% degli elettori che al referendum aveva votato “sì” ha scelto il candidato del centrodestra a Venezia, mentre tra chi aveva votato “no” il 61% ha optato per il candidato del centrosinistra, Pierpaolo Martella. Un quadro che evidenzia una forte mobilità del voto tra una consultazione e l’altra.
Lo studio mostra inoltre che il 14% degli elettori del “no” ha comunque sostenuto il candidato del centrodestra, mentre solo il 7% degli elettori del “sì” ha scelto il centrosinistra. Un dato che suggerisce come il vincitore sia riuscito non solo a consolidare la propria base, ma anche a intercettare una quota determinante di elettorato trasversale.
Nel complesso, l’indagine di Youtrend evidenzia una dinamica politica sempre più fluida, in cui il voto referendario e quello amministrativo seguono logiche differenti. La capacità dei candidati locali di attrarre consensi oltre gli schieramenti tradizionali appare quindi un fattore decisivo per l’esito delle elezioni.


