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Caldo record sull’Italia, il climatologo del CNR: “Il banco è saltato, questa ondata è figlia della crisi climatica”

Pubblicato: 29/05/2026 07:36
morire di caldo

L’aria rovente che sale dall’Africa, città soffocate da temperature da piena estate e termometri che continuano a infrangere record quando il calendario non segna ancora giugno. L’Italia vive una delle più intense ondate di caldo mai registrate a fine maggio, con valori che in molte aree del Nord ricordano più luglio che la primavera.

Da oltre una settimana le giornate scorrono sotto una cappa subtropicale che sembra non voler concedere tregua. Nelle pianure del Nord si sfiorano i 35 gradi, mentre in diverse città europee vengono aggiornati primati storici che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impensabili.

Secondo il climatologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Giulio Betti, quanto sta accadendo rappresenta uno dei segnali più evidenti dell’accelerazione del cambiamento climatico: un fenomeno che non crea le ondate di calore, ma le rende sempre più frequenti, intense, durature e precoci.

Otto giorni consecutivi di caldo anomalo al Nord

L’ondata di calore ha ormai superato la soglia di una settimana consecutiva sulle regioni settentrionali.

Secondo Betti, nonostante un lieve ridimensionamento delle temperature tra venerdì e sabato, il fenomeno resta pienamente in corso e proseguirà almeno fino all’inizio della prossima settimana.

Le massime continuano infatti a mantenersi ben oltre le medie climatiche di fine maggio, con punte comprese tra 32 e 35 gradi soprattutto in Pianura Padana.

Toscana tra le aree più colpite

Se il Centro-Sud sta sperimentando temperature superiori alla norma ma senza eccessi particolarmente rilevanti, la situazione cambia sensibilmente in Toscana.

La regione, sottolinea il climatologo, sta vivendo condizioni molto simili a quelle del Nord Italia, con valori eccezionali per il periodo e anomalie termiche che potrebbero protrarsi fino ai primi giorni di giugno.

Più contenuti invece gli effetti in Sardegna, Sicilia e Puglia, dove il caldo resta sopra la media ma senza raggiungere i picchi registrati nelle regioni settentrionali.

Arrivano i temporali: rischio grandine e fenomeni intensi

L’enorme quantità di energia accumulata nell’atmosfera potrebbe favorire lo sviluppo di fenomeni temporaleschi particolarmente violenti.

Tra domenica e l’inizio della prossima settimana sono attesi temporali sulle Alpi, sulle Prealpi e localmente sulle alte pianure del Nord.

Secondo gli esperti, alcuni fenomeni potrebbero essere accompagnati da forti raffiche di vento, intensa attività elettrica e grandinate anche di grandi dimensioni, soprattutto nelle aree centro-orientali del Settentrione.

Quando finirà l’ondata di caldo

La svolta potrebbe arrivare tra il 2 e il 3 giugno.

I modelli meteorologici indicano infatti l’arrivo di una perturbazione più organizzata che dovrebbe attraversare il Centro-Nord, interrompendo la lunga fase dominata dall’anticiclone subtropicale.

Il contrasto tra l’aria fresca in arrivo e il caldo accumulato nei giorni precedenti potrebbe però alimentare temporali particolarmente intensi.

Estate ancora tutta da scrivere, ma le tendenze preoccupano

Betti invita a non considerare questa ondata di caldo come una previsione certa dell’intera stagione estiva.

L’esperto precisa inoltre che il fenomeno non è collegato a El Niño, che sta ancora attraversando una fase evolutiva e non ha avuto un ruolo diretto nell’episodio attuale.

Tuttavia, le prospettive generali restano preoccupanti. Secondo il climatologo, la facilità con cui gli anticicloni subtropicali riescono oggi a consolidarsi sull’Europa occidentale rende improbabile un’estate caratterizzata da temperature fresche e precipitazioni frequenti.

«Il cambiamento climatico c’è dietro, e parecchio»

Per il climatologo del CNR non ci sono dubbi sul legame tra questa eccezionale ondata di caldo e il riscaldamento globale.

La crisi climatica, spiega, sta amplificando fenomeni che esistono da sempre, rendendoli però più intensi e frequenti.

I dati registrati in Europa rafforzano questa lettura: in Francia sono caduti numerosi record storici di temperatura, mentre a Londra sono stati raggiunti 35,1 gradi nel mese di maggio, un valore senza precedenti.

«Il banco è saltato», osserva Betti. «Ormai ogni volta che si struttura un anticiclone subtropicale sull’Europa assistiamo alla caduta di nuovi record. Il cambiamento climatico è una componente fondamentale di ciò che stiamo osservando».

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