
La guerra sembra essersi fermata, ma la pace non è ancora arrivata. Dopo due ore di riunione nella Situation Room della Casa Bianca, Donald Trump non ha sciolto le riserve sull’intesa con l’Iran che dovrebbe mettere fine al conflitto, riaprire lo Stretto di Hormuz e chiudere il capitolo del programma nucleare di Teheran. Da Washington filtra ottimismo, ma restano nodi aperti, a partire dallo sblocco dei fondi iraniani. Nel frattempo continuano gli scambi di accuse, le operazioni militari e le tensioni lungo tutto il Medio Oriente. Gli Stati Uniti insistono sul fatto che l’Iran non potrà mai dotarsi dell’arma atomica, mentre da Teheran i settori più radicali lavorano per sabotare l’intesa. Sullo sfondo restano i fronti aperti in Libano e nello Stretto di Hormuz, mentre il Pentagono mantiene le proprie forze in stato di massima allerta. Un missile lanciato dall’Iran ha colpito una base in Kuwait. Sarebbero almeno cinque i soldati americani rimasti feriti nell’attacco.

10:45 – Missile Iran colpisce base in Kuwait: 5 feriti
Un missile balistico iraniano Fateh-110, diretto contro la base aerea kuwaitiana di Ali Al Salem, è stato intercettato dalla difesa aerea del Kuwait, ma la caduta dei detriti ha provocato il ferimento lieve di circa cinque persone, tra personale militare statunitense e contractor. L’attacco, riportato da Iran International e Bloomberg, ha causato anche gravi danni alle infrastrutture della base, portando alla distruzione di un drone americano MQ-9 Reaper e al serio danneggiamento di un secondo velivolo dello stesso modello.
06:45 – Usa senza conferme sulle mine a Hormuz
Gli Stati Uniti non confermano che l’Iran abbia effettivamente posizionato mine nello Stretto di Hormuz. Secondo fonti citate da NBC, le ripetute ricerche effettuate dalle forze armate americane non hanno portato all’identificazione certa di ordigni nel passaggio strategico del Golfo. Una circostanza che ridimensionerebbe una delle principali minacce evocate nelle ultime settimane e che alimenta interrogativi sulla reale consistenza dell’allarme lanciato nei giorni scorsi.
04:43 – Ipotesi missile cinese contro un jet Usa
L’Iran potrebbe aver utilizzato un missile di fabbricazione cinese per abbattere un caccia americano F-15E Strike Eagle. Secondo NBC, Pechino avrebbe inoltre fornito a Teheran un radar avanzato in grado di individuare velivoli stealth. Gli Stati Uniti stanno ancora indagando sull’episodio, che rappresenterebbe il primo abbattimento di un caccia americano da parte del fuoco nemico da diversi decenni.
04:20 – Il Centcom mantiene alta la vigilanza
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha ribadito che le forze americane restano operative e in stato di allerta in tutto il Medio Oriente. Attraverso un messaggio pubblicato sui social, il Centcom ha diffuso anche l’immagine di un caccia F-16 impegnato in una missione di pattugliamento, a conferma della presenza militare americana nella regione nonostante il negoziato in corso.
04:08 – Hegseth: “Pronti a tornare in guerra”
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha assicurato che Washington è pronta a riprendere le operazioni militari se necessario. Intervenendo allo Shangri-La Dialogue di Singapore, ha ribadito che gli Stati Uniti restano determinati a impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare. Un messaggio rivolto sia a Teheran sia agli alleati regionali, mentre proseguono i colloqui per una possibile intesa.
03:52 – Trump resta paziente sull’accordo
Lo stesso Hegseth ha riferito di aver parlato con Donald Trump prima del suo intervento. Il presidente americano, ha spiegato, continua a privilegiare la strada diplomatica e mantiene un atteggiamento prudente. La riunione della Situation Room si è conclusa senza una decisione definitiva, ma la Casa Bianca continua a considerare possibile un accordo nelle prossime ore.
03:05 – I falchi iraniani tentano il sabotaggio
Secondo il New York Times, la corrente più radicale della politica iraniana sta cercando di sabotare l’intesa con Washington. Pur essendo minoritaria, la fazione dispone di importanti canali di influenza nel Parlamento e negli apparati di sicurezza. Attraverso media statali, manifestazioni e pressioni politiche, gli ultraconservatori stanno tentando di delegittimare il percorso negoziale sostenuto dal presidente Masoud Pezeshkian.
02:47 – Smantellata rete tecnologica pro-Iran
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato di aver smantellato una rete internazionale che avrebbe aggirato le restrizioni commerciali per trasferire tecnologie sensibili all’apparato militare iraniano. Secondo Washington, il sistema utilizzava società di copertura che si presentavano come aziende statunitensi per acquisire componenti destinati alla difesa di Teheran.
02:11 – Colloqui Israele-Libano a Washington
Delegazioni militari israeliane e libanesi si sono incontrate al Pentagono per una serie di colloqui definiti produttivi dagli Stati Uniti. Washington spera che il dialogo militare possa favorire il successivo percorso diplomatico e contribuire alla stabilizzazione della frontiera settentrionale di Israele.
01:43 – Rubio incontra il Pakistan
Il segretario di Stato Marco Rubio ha ricevuto una delegazione pakistana a Washington. Islamabad ha definito l’incontro cordiale e costruttivo, sottolineando il riconoscimento americano degli sforzi diplomatici del Pakistan per favorire la stabilità regionale.
01:05 – Razzi dal Libano verso Israele
Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato l’intercettazione di due razzi lanciati dal Libano contro il nord di Israele. Le sirene d’allarme sono risuonate in diverse località vicine al confine, tra cui Kiryat Shmona. L’episodio conferma la fragilità della tregua lungo il fronte settentrionale.
00:20 – Trump detta la sua linea rossa
Dalla Casa Bianca arriva un messaggio chiaro. Donald Trump firmerà l’accordo solo se l’Iran accetterà di rinunciare definitivamente a qualsiasi capacità nucleare militare. Per Washington questa resta la condizione imprescindibile per la conclusione dell’intesa.
00:02 – Undici morti nei raid in Libano
Secondo Al Jazeera Arabic, raid aerei israeliani hanno colpito diverse località nel sud del Libano provocando almeno undici vittime e numerosi feriti. Tra i morti ci sarebbe anche un paramedico.
00:02 – Nuove sanzioni americane contro Teheran
Il Tesoro statunitense ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni antiterrorismo contro individui ed entità iraniane, confermando che la pressione economica su Teheran proseguirà anche durante la fase negoziale.
00:01 – Nessuna prova definitiva sulle mine
Fonti americane citate da NBC ribadiscono che non esistono al momento prove definitive sul presunto posizionamento di mine iraniane nello Stretto di Hormuz, uno dei temi più delicati dell’attuale crisi.


