
L’attacco del drone precipitato in Romania cambia il clima politico e militare in Europa orientale. Mentre il governo italiano condanna duramente l’episodio e parla di un fatto «gravissimo», la Difesa accelera il rafforzamento della presenza italiana sul fianco orientale della Nato. Entro metà giugno partirà infatti una missione che coinvolgerà circa cento militari dell’Aeronautica Militare, destinati alla base di Mihail Kogălniceanu, nei pressi di Costanza, uno dei punti strategici più sensibili dell’intera regione del Mar Nero.
L’operazione, già pianificata da tempo ma finora rimasta riservata, assume ora un significato politico e strategico diverso dopo l’esplosione avvenuta sul territorio romeno. Un primo gruppo di militari italiani si trova già nell’area per attività di ricognizione e preparazione. Nelle prossime settimane arriveranno il resto del contingente e diversi caccia destinati alle attività di addestramento con le forze armate di Bucarest. La base ospita già migliaia di soldati statunitensi e rappresenta uno degli avamposti più importanti dell’Alleanza Atlantica lungo il confine orientale europeo.
Lo scontro politico sull’Ucraina
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà alla Romania, definendo l’accaduto una dimostrazione di come la guerra continui a minacciare direttamente la sicurezza europea. Parole in linea con quelle del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di una escalation pericolosa davanti alla quale la compattezza della Nato deve restare totale.
Sulla stessa linea si è mosso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha avuto un colloquio con la sua omologa romena chiedendo alla Russia un impegno concreto verso una pace giusta. Parallelamente, Farnesina e intelligence stanno cercando di chiarire ogni dettaglio sull’origine del velivolo, nella consapevolezza che nessuno in Europa vuole un’escalation provocata da un incidente lungo i confini dell’Alleanza.
La Lega frena e guarda al Parlamento
Più prudente la posizione della Lega, che evita di attribuire responsabilità dirette al Cremlino e continua a sostenere la necessità di riaprire un dialogo con Vladimir Putin. Il partito di Matteo Salvini guarda soprattutto al voto parlamentare previsto per l’11 giugno sulle comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio europeo.
Il nodo politico riguarda ancora una volta il futuro ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. Il Carroccio sta infatti lavorando affinché nella risoluzione finale non compaiano riferimenti favorevoli all’adesione di Kiev. Una posizione che rischia di alimentare nuove tensioni all’interno della maggioranza proprio mentre l’Europa si confronta con le conseguenze dell’incidente avvenuto in Romania e con il rafforzamento della presenza Nato lungo il confine orientale.
Sul tema si tornerà a discutere anche nel vertice tra i principali Paesi europei promosso dal cancelliere tedesco Friedrich Merz. L’incontro dovrebbe affrontare proprio i dossier legati a Ucraina, Romania, sicurezza europea e rapporti con la Russia, anche se resta da definire la data definitiva dopo la richiesta italiana di rinvio per la concomitanza con le celebrazioni del 2 giugno.


