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Italia, è strage di motociclisti! Cosa succede

Pubblicato: 01/06/2026 13:40

Le luci della notte tagliano il buio lungo un nastro d’asfalto che sembra non finire mai, mentre il rombo vigoroso del motore accompagna gli ultimi chilometri di un viaggio iniziato ore prima tra i profumi e le curve della montagna. Il vento sul viso, la libertà racchiusa in due sole ruote e la mente che già assapora il rientro a casa, tra gli affetti di sempre. Poi, in un frammento di secondo, il silenzio totale sostituisce il rumore del motore. Il controllo del mezzo svanisce all’improvviso, la traiettoria si spezza contro un ostacolo insormontabile e l’impatto cancella ogni cosa, trasformando una tranquilla serata di fine primavera in un dramma insanabile che lascia dietro di sé solo lamiere accartocciate e una vita spezzata sul colpo.

Un tragico rientro a casa

L’ennesima tragedia della strada si è consumata nella notte lungo la strada provinciale 1, una via di collegamento tristemente nota, in prossimità della rotatoria situata nei pressi dell’ingresso di Cascina Oslera. La vittima di questo drammatico sinistro è Marco Bottaro, un uomo di cinquantadue anni residente a Carmagnola, molto conosciuto e stimato nella sua comunità. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, l’uomo stava facendo ritorno verso casa dopo aver trascorso una piacevole giornata di relax e passione tra le curve delle valli di Lanzo. Poco prima di mezzanotte, mentre si trovava sulla cosiddetta direttissima della Mandria nel territorio del comune di Druento, il motociclista ha perso il controllo della sua Harley-Davidson. L’impatto contro la struttura della rotonda è stato violentissimo e non gli ha lasciato scampo. I sanitari del 118, giunti tempestivamente sul posto insieme ai carabinieri di Venaria, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti per spiegare l’improvvisa perdita di controllo del mezzo non si esclude l’eventualità di un improvviso malore che potrebbe aver colto il conducente prima dell’impatto. Per consentire i rilievi planimetrici e la messa in sicurezza della carreggiata, i militari hanno dovuto chiudere temporaneamente il tratto stradale in direzione di Torino, deviando il traffico veicolare verso l’abitato di Robassomero in direzione di Caselle.

Una scia di sangue senza fine

Questo drammatico episodio rappresenta purtroppo solo l’ultimo capitolo di una vera e propria strage stradale che sta decimando la comunità dei centauri nel territorio del capoluogo piemontese e nei comuni della sua cintura metropolitana. Il bilancio complessivo degli ultimi sessanta giorni è drammatico e parla di sette vittime in appena due mesi, con una media statistica impressionante che vede registrarsi un decesso ogni nove giorni. Una sequenza di eventi funesti che ha subito una preoccupante impennata proprio nel corso delle ultime settimane di maggio, lasciando una scia di dolore che unisce diverse famiglie e comunità locali della provincia.

Il mese di maggio si è chiuso con un bilancio particolarmente pesante e doloroso per la cronaca cittadina. Soltanto pochi giorni fa, nella giornata di mercoledì, la città ha pianto la scomparsa di Giuseppe Tisi, quarantaquattrenne titolare di una nota concessionaria automobilistica. L’uomo si trovava in sella alla sua motocicletta quando, all’incrocio tra corso Moncalieri e via Sabaudia, è rimasto coinvolto in un terribile scontro con uno scooter. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Cto, il suo cuore ha cessato di battere poco dopo il ricovero. Nello stesso drammatico mercoledì, e sempre presso la medesima struttura ospedaliera torinese, si è spento anche Bernardo De Sio, brigadiere dei carabinieri di trentacinque anni. Il militare stava viaggiando a bordo della sua moto quando si è scontrato violentemente con una Fiat Panda all’intersezione tra corso Galileo Ferraris e via Fratelli Carle. Risalendo di pochi giorni nel calendario, il ventitré maggio la sopraelevata di Moncalieri è stata il teatro della morte di Alberto Cesare, un giovane torinese di soli ventuno anni che viaggiava in direzione di Savona e che è rimasto vittima di un tremendo incidente autonomo che non ha lasciato alcuna speranza di sopravvivenza.

Le prime ombre della primavera

La catena di incidenti mortali aveva già iniziato a manifestarsi con forza distruttiva nel corso del mese di aprile, confermando la pericolosità delle strade provinciali con l’arrivo dei primi fine settimana soleggiati. Il quindici aprile, nel territorio del comune di Bricherasio, ha perso la vita il giovanissimo Alex Santangelo, ventitreenne residente a Bibiana, il quale viaggiava in sella alla sua Kawasaki quando è entrato in collisione con una Ford Fiesta. Pochi giorni prima, esattamente il nove aprile, un destino analogo era toccato a Francesco Desario, un altro giovane centauro di venticinque anni. Il ragazzo stava percorrendo via Sansovino in direzione di piazza Massaua quando ha perso improvvisamente il controllo del veicolo, impattando violentemente al suolo con la testa. La serie cronologica di questa dolorosa sequenza era iniziata il sei aprile a Cavour, dove Michele Muller, quarantaseienne di Campiglione, era deceduto sul colpo a bordo della sua Suzuki dopo un impatto fatale contro un furgone commerciale. Una successione di eventi drammatici che accende nuovamente i riflettori sul tema della sicurezza stradale e della tutela di chi viaggia sui mezzi a due ruote.

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Ultimo Aggiornamento: 01/06/2026 14:07

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