
Daniela Santanchè torna a parlare dopo oltre due mesi di silenzio e rivendica la propria scelta. L’ex ministra del Turismo sostiene che le dimissioni dal governo siano state un’ingiustizia e afferma di aver lasciato l’incarico esclusivamente per lealtà verso Giorgia Meloni, respingendo l’idea che il passo indietro fosse legato alla sua attività politica o amministrativa.
Le dichiarazioni sono contenute in un’intervista rilasciata a Repubblica, nella quale la senatrice di Fratelli d’Italia ripercorre i giorni che portarono all’uscita dal governo e difende il lavoro svolto durante il suo mandato. Santanchè racconta di aver accettato immediatamente la richiesta della presidente del Consiglio, pur continuando a ritenere quella decisione non giustificata dai risultati ottenuti al ministero.
L’ex ministra spiega di non aver mai considerato le dimissioni come un’ammissione di responsabilità. Al contrario, sostiene che la scelta sia stata esclusivamente politica. Ricorda che l’incarico era arrivato su proposta di Meloni e che, proprio per questo, di fronte alla richiesta del leader del partito ha deciso di farsi da parte. Un gesto che definisce dettato dal rispetto e dalla fedeltà nei confronti della presidente del Consiglio.

Nell’intervista Santanchè ribadisce più volte la propria vicinanza a Giorgia Meloni, definendola una cara amica e confermando di condividere pienamente i valori politici di Fratelli d’Italia. In questi mesi, racconta, ha concentrato la propria attività sul lavoro parlamentare, partecipando ai lavori delle commissioni Esteri e Difesa del Senato e proseguendo l’impegno all’interno del partito.
Il rapporto con Meloni e il ritorno alla politica parlamentare
Parole che sembrano voler archiviare qualsiasi ipotesi di frattura con la leadership del centrodestra. L’ex ministra non indica quali saranno i prossimi passi della sua carriera politica, ma esclude un disimpegno dalla vita pubblica. Lascia intendere di voler continuare a svolgere un ruolo politico attivo e di voler restare una figura di riferimento all’interno della maggioranza.
Le sue dichiarazioni arrivano in una fase in cui il governo continua a difendere la propria compattezza e rappresentano il primo intervento politico di rilievo dopo l’uscita dall’esecutivo. Un ritorno sulla scena che punta soprattutto a riaffermare la propria posizione all’interno della maggioranza.
Le inchieste che hanno portato al passo indietro
Le dimissioni di Santanchè erano arrivate il 25 marzo scorso, al termine di mesi segnati dalle polemiche sulle vicende giudiziarie che la coinvolgono. Al centro dell’attenzione ci sono diversi procedimenti legati alla gestione di società riconducibili all’imprenditrice e senatrice.
La contestazione più rilevante riguarda l’accusa di falso in bilancio nell’ambito della vicenda Visibilia, società che la stessa Santanchè riconosce di avere amministrato direttamente. Restano inoltre aperti il procedimento relativo alla presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps per la gestione della cassa integrazione durante il periodo del Covid e le indagini collegate al gruppo Bioera-Ki Group.
Nell’intervista l’ex ministra respinge tutte le accuse e denuncia quello che definisce un vero e proprio “processo mediatico”. Sostiene che i procedimenti stiano seguendo una strada favorevole alle sue tesi difensive e ribadisce di non aver commesso reati. Le opposizioni, al contrario, avevano chiesto per mesi un passo indietro, sostenendo l’incompatibilità tra il ruolo di governo e il peso delle contestazioni giudiziarie.
A distanza di oltre due mesi dalle dimissioni, Santanchè sceglie dunque di tornare al centro del dibattito politico con un messaggio preciso: rivendicare il lavoro svolto da ministra, difendere la propria immagine e ribadire che il rapporto con Giorgia Meloni e con Fratelli d’Italia resta intatto.


