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Primarie del centrosinistra, Conte prepara la battaglia sulle regole: nel Pd cresce il timore del sorpasso

Pubblicato: 02/06/2026 07:36

La partita non è ancora iniziata, ma nel centrosinistra c’è già chi guarda con preoccupazione al momento in cui si dovranno scrivere le regole delle future primarie. Se davvero la nuova legge elettorale ipotizzata dal centrodestra dovesse imporre alle coalizioni di indicare prima del voto il candidato premier, la scelta del leader diventerebbe inevitabile. E proprio quel passaggio rischia di trasformarsi nel primo grande terreno di scontro tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.

Nel Pd molti si stanno ormai rassegnando all’idea che i gazebo rappresentino l’unica strada percorribile. L’alternativa, un accordo tra i leader dei partiti della coalizione, viene considerata ancora più rischiosa per la segretaria democratica. I reciproci veti tra le diverse anime del campo largo potrebbero infatti portare alla scelta di una figura terza, esterna sia al Pd sia al Movimento 5 Stelle.

Il precedente del 2012

Chi ha memoria delle vecchie battaglie interne ricorda bene quanto le regole possano risultare decisive. Nel 2012 lo scontro tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi non riguardò soltanto i programmi politici, ma soprattutto il regolamento delle primarie. Furono introdotti l’albo degli elettori, la preregistrazione e il doppio turno, strumenti che favorivano un elettorato più vicino alle strutture organizzate del partito.

Renzi contestò a lungo quel sistema, sostenendo che limitasse la partecipazione degli elettori meno legati al Pd. Alla fine vinse Bersani, ma quella vicenda è rimasta come esempio di quanto il meccanismo di voto possa incidere sul risultato finale.

Oggi molti vedono una situazione quasi ribaltata. Schlein dispone di una macchina organizzativa molto più ampia rispetto a quella del Movimento 5 Stelle, mentre Conte può contare su un consenso personale che supera i confini tradizionali del suo partito.

Le condizioni del leader M5S

Proprio per questo, secondo diversi osservatori del centrosinistra, il presidente del M5S spingerà per un modello il più possibile aperto. L’obiettivo sarebbe quello di favorire una partecipazione libera e poco legata alle appartenenze politiche tradizionali.

Tra le richieste che potrebbero finire sul tavolo ci sarebbero il voto online, l’assenza di preregistrazioni, nessun albo degli elettori e un solo turno di votazione. Una formula che consentirebbe di valorizzare maggiormente il voto d’opinione e il consenso personale.

Il ballottaggio, al contrario, viene considerato più favorevole alla leader democratica. In un secondo turno, infatti, eventuali candidati centristi potrebbero convogliare gran parte dei propri voti su Schlein, rafforzandone la posizione.

La battaglia sulle regole rischia quindi di diventare il vero primo confronto del campo largo. E nel Pd c’è chi teme che Conte possa utilizzare ancora una volta il peso elettorale del Movimento come leva negoziale, sostenendo che senza determinate condizioni non sarebbe possibile garantire una piena partecipazione degli elettori pentastellati. Una trattativa che potrebbe rivelarsi decisiva quanto la sfida per la leadership stessa.

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Ultimo Aggiornamento: 02/06/2026 07:37

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