
Dopo sessanta giorni di cessate il fuoco, la guerra tra Iran e Israele torna a muoversi sul filo più pericoloso. Nella notte Teheran ha lanciato nuove ondate di missili verso il territorio israeliano, facendo scattare le sirene a Tel Aviv, Gerusalemme, Beersheba e nell’area dell’aeroporto Ben Gurion. Secondo le Forze di difesa israeliane, i sistemi di intercettazione sono entrati in funzione per neutralizzare la minaccia, mentre alla popolazione è stato chiesto di raggiungere i rifugi in caso di allarme. L’escalation si è allargata anche allo Yemen, da dove gli Houthi avrebbero lanciato un missile balistico in solidarietà con il regime iraniano, poi intercettato dalla difesa israeliana.
Alla risposta iraniana si è aggiunto il contrattacco di Israele, che nella notte ha annunciato di aver colpito obiettivi militari nell’Iran occidentale e centrale. Le esplosioni sono state segnalate anche nell’area di Teheran, mentre i media iraniani hanno riferito la sospensione dei voli all’aeroporto internazionale Imam Khomeini. Gli Stati Uniti, secondo quanto trapelato, non avrebbero partecipato ai raid israeliani e non avrebbero dato il via libera all’attacco su Beirut che avrebbe preceduto la nuova fiammata militare. In questo quadro Donald Trump prova a tenere aperta la via negoziale, sostenendo che l’accordo con l’Iran resta possibile e che Netanyahu dovrà accettarlo. Ma nelle stesse ore l’esercito israeliano si dichiara in stato di allerta e pronto a proseguire le operazioni contro chiunque minacci lo Stato ebraico.
15.10 Petroliera in fiamme
Un incendio è divampato su una petroliera al largo delle coste dell’Oman, con 24 marinai indiani a bordo. Lo ha reso noto l’autorità marittima indiana spiegando che tutti i membri dell’equipaggio sono illesi. La nave Marivex, battente bandiera del Madagascar, non trasportava merci, ha dichiarato Opesh Kumar Sharma, direttore del ministero federale dei porti e della navigazione, durante una conferenza stampa.
“Tutti i marittimi indiani sono attualmente al sicuro. Ci stiamo coordinando con il ministero degli Esteri, le nostre missioni diplomatiche indiane all’estero, la Marina indiana e il Ministero della Difesa per garantirne la sicurezza”, ha dichiarato Sharma.

12.45 – Sospese operazioni su Tel Aviv
Il quartier generale centrale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato che, a seguito della ferma reazione dell’Iran contro il regime israeliano, le operazioni militari sono state sospese avvertendo al contempo di “attacchi più duri e devastanti” qualora Israele riprendesse i bombardamenti sul Libano. Lo scrive Irna.
10.15 – Esplosione a Teheran, scossa al ministero degli Esteri
Una potente esplosione è stata registrata nel centro di Teheran, dove ha scosso il complesso in cui si trova il ministero degli Esteri che in quel momento ospitava il consueto briefing settimanale per la stampa, in seguito a una serie di esplosione di minore entità provenienti dai sistemi di difesa aerea, rende noto l’Afp citando il suo corrispondente presente al briefing. L’agenzia iraniana Meher ha in seguito reso noto che l’Iran ha abbattuto “un drone del nemico americano sionista”. “L’esatto punto di impatto e fonte dell’esplosione non sono ancora noti”, avevano spiegato i media locali dopo l’esplosione, precisando che la difesa aerea in diverse zone di Teheran erano state attivate.
06:12 – Nuovo allarme a Tel Aviv per i missili iraniani
Le Forze di difesa israeliane hanno comunicato che una nuova ondata di missili iraniani è stata lanciata verso Israele. In una dichiarazione, l’Idf ha spiegato che i sistemi di difesa stanno operando per intercettare la minaccia e ha raccomandato alla popolazione di cercare riparo in caso di allarme. Le sirene sono risuonate in vaste aree del Paese, tra cui Gerusalemme, Beersheba e la zona dell’aeroporto Ben Gurion, vicino a Tel Aviv.
06:03 – Gli Usa non hanno partecipato ai raid sull’Iran
L’aeronautica israeliana ha colpito nella notte obiettivi militari appartenenti al regime iraniano nell’Iran occidentale e centrale. Le Forze di difesa israeliane lo hanno annunciato su Telegram, senza fornire dettagli su eventuali vittime o sull’esatta posizione dei bersagli. Secondo un funzionario statunitense citato da Axios, l’esercito americano non avrebbe preso parte agli attacchi israeliani contro l’Iran. La stessa fonte ha definito i raid di Israele “relativamente limitati”.
05:59 – L’Idf resta in stato di allerta
L’esercito israeliano ha fatto sapere che il capo di Stato maggiore Eyal Zamir e gli alti ufficiali hanno condotto continue valutazioni della situazione nelle ultime ore, dirigendo gli attacchi israeliani contro l’Iran. In un post su X, l’Idf ha aggiunto che l’esercito è in stato di allerta ed è pronto a continuare le operazioni in tutti i settori contro chiunque rappresenti una minaccia per lo Stato di Israele.
05:16 – Intercettato il missile lanciato dallo Yemen
Il missile lanciato dallo Yemen verso Israele, che aveva fatto scattare le sirene d’allarme a Tel Aviv e nel centro del Paese, è stato intercettato dai sistemi di difesa israeliani. L’allarme era arrivato dopo il preavviso sui cellulari, mentre milioni di persone erano state invitate a raggiungere i rifugi. L’episodio conferma l’allargamento del fronte regionale, con gli Houthi schierati in solidarietà con il regime iraniano.
05:02 – Sirene a Tel Aviv per un missile dallo Yemen
Gli Houthi yemeniti hanno lanciato almeno un missile balistico contro Israele in solidarietà con il regime iraniano. Il preallarme sui cellulari è scattato alcuni minuti prima delle sirene e milioni di persone sono finite nei rifugi. L’Idf ha spiegato che i sistemi di difesa erano in funzione per intercettare la minaccia. Nelle stesse ore sono stati segnalati allarme aereo ed esplosioni anche alle porte di Riad, con media sauditi che riferiscono di un possibile attacco dei pasdaran contro una base militare.
04:38 – Teheran, esclusi raid su aree urbane
I vigili del fuoco di Teheran, citati dall’agenzia iraniana Irna, hanno affermato che le aree urbane della capitale non sarebbero state prese di mira. Due esplosioni sono state udite nella zona ovest della città alle 4:43 e alle 4:45 ora locale. Un portavoce dei vigili del fuoco ha spiegato che il dipartimento resta comunque in stato di allerta, mentre prosegue la valutazione degli effetti degli attacchi avvenuti nella notte.
04:36 – L’Iran accusa Israele: usati missili balistici
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha accusato Israele di aver attaccato obiettivi sul territorio iraniano utilizzando missili balistici lanciati dall’aria. La dichiarazione dei pasdaran è stata diffusa dall’agenzia di stampa Irna, mentre nella notte si moltiplicavano le segnalazioni di esplosioni e movimenti militari. L’accusa arriva nel pieno della nuova escalation, dopo i missili iraniani lanciati verso Israele e la risposta dell’aviazione israeliana.
03:28 – L’Idf annuncia raid su obiettivi militari in Iran
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato che l’aviazione ha colpito obiettivi militari appartenenti al regime iraniano nell’Iran occidentale e centrale. L’annuncio è arrivato con un post sull’account ufficiale X dell’Idf. Nelle prime ore di lunedì, secondo i media locali, rumori di esplosioni sono stati uditi a Teheran, Tabriz e Isfahan. Il raid segna la risposta israeliana alla nuova offensiva missilistica partita dall’Iran.
02:55 – Droni o missili nel cielo della Giordania
Il dipartimento di Stato americano ha dichiarato che droni, missili o razzi sono stati avvistati nello spazio aereo della Giordania. L’ambasciata degli Stati Uniti nel Paese ha invitato i cittadini americani presenti sul territorio giordano a mettersi al riparo. L’allerta conferma la dimensione regionale della crisi, con il rischio che la nuova escalation tra Iran e Israele coinvolga indirettamente anche altri Paesi dell’area.
02:04 – Axios: Netanyahu aveva quasi accettato lo stop di Trump
Dopo gli attacchi missilistici iraniani contro Israele, Donald Trump avrebbe chiesto a Benjamin Netanyahu di attendere prima di reagire, sostenendo che gli Stati Uniti erano vicini a un possibile accordo con l’Iran. Secondo la ricostruzione di Axios, il premier israeliano avrebbe inizialmente reagito, ma alla fine avrebbe “quasi accettato” di fare un passo indietro. Un funzionario americano ha spiegato che Trump ritiene questo un momento cruciale e non vuole mettere a rischio il negoziato.
00:59 – Gli Usa negano il via libera all’attacco su Beirut
La Casa Bianca non avrebbe dato il via libera all’attacco israeliano contro Beirut, che avrebbe preceduto l’attacco missilistico dell’Iran contro Israele. Lo ha riferito il giornalista di Axios Barak Ravid, citando un funzionario statunitense. La fonte ha spiegato che Washington non avrebbe avuto alcun ruolo nella vicenda. Il chiarimento arriva mentre gli Stati Uniti cercano di prendere le distanze dall’escalation militare e di mantenere aperto il canale negoziale con Teheran.
00:41 – Trump: gli attacchi iraniani non fermeranno l’accordo
Donald Trump ha dichiarato che gli attacchi dell’Iran non avranno alcun impatto sul possibile accordo. Parlando al Financial Times, il presidente americano ha sostenuto che i missili lanciati contro Israele non avrebbero lasciato il segno. Trump ha poi definito il conflitto come una tensione che va avanti da moltissimo tempo, lasciando intendere che la sua priorità resta chiudere il negoziato e impedire una nuova guerra aperta.
00:28 – Londra chiede moderazione a Iran e Israele
Il ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper ha dichiarato che la ripresa del conflitto tra Iran e Israele non è nell’interesse di nessuno. Londra ha chiesto a entrambe le parti di mostrare moderazione e di disinnescare immediatamente la tensione. Cooper ha aggiunto che i negoziati devono proseguire verso una soluzione duratura, necessaria per la pace, la stabilità regionale e il pieno ripristino del commercio globale.
00:21 – Trump: Netanyahu dovrà accettare l’accordo con l’Iran
Donald Trump ha dichiarato in un’intervista al Financial Times che Benjamin Netanyahu non avrà altra scelta se non accettare un accordo con l’Iran. Il presidente americano ha rivendicato il controllo della trattativa, sostenendo di decidere tutto e aggiungendo che il premier israeliano non avrebbe margini per opporsi. Trump ha inoltre affermato che gli attacchi iraniani non hanno modificato la sua volontà di portare avanti i negoziati.
00:08 – Israele chiude i valichi di Gaza
Il Cogat, l’ente che coordina le attività del governo israeliano nei Territori palestinesi, ha annunciato la chiusura di tutti i valichi di frontiera con la Striscia di Gaza dopo l’attacco missilistico iraniano. Tra le misure di sicurezza adottate rientra la chiusura dei valichi di Kerem Shalom e Rafah fino a nuovo avviso. La decisione mostra come la nuova escalation con Teheran produca effetti immediati anche sul fronte palestinese.
00:07 – Jerusalem Post: Israele risponderà all’Iran
Secondo fonti citate dal Jerusalem Post, Israele risponderà all’Iran, ma i vertici israeliani stanno ancora valutando tempi e intensità dell’azione. I funzionari israeliani si aspettano una risposta significativa dopo quella che viene considerata una violazione del cessate il fuoco da parte di Teheran. Sempre secondo il quotidiano, Israele aveva previsto uno scenario di questo tipo, ma potrebbe essere necessario tempo prima di un eventuale contrattacco, anche per la distanza dagli obiettivi.
23:54 – Voli sospesi all’aeroporto internazionale di Teheran
Le autorità iraniane hanno sospeso le operazioni di volo all’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran fino a nuovo avviso. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa iraniana Irna. La sospensione arriva mentre la tensione militare tra Iran e Israele torna a crescere e mentre si moltiplicano le segnalazioni di esplosioni, allarmi e movimenti di difesa aerea nella regione.
23:54 – Netanyahu convoca un briefing sulla sicurezza
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato un briefing sulla sicurezza dopo aver parlato con il presidente americano Donald Trump. Lo scrive Haaretz. La riunione è stata convocata nel pieno della nuova crisi con l’Iran, dopo il lancio di missili verso Israele e mentre da Washington arrivano pressioni per evitare una risposta capace di far deragliare il possibile negoziato tra Stati Uniti e Teheran.


