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“Si è dimesso”. Caos in Rai, sta succedendo di tutto! Il famosissimo conduttore vola a Mediaset

Pubblicato: 08/06/2026 18:34

Un clamoroso terremoto professionale scuote i vertici del giornalismo televisivo italiano, ridisegnando gli equilibri di forza tra il servizio pubblico e il principale polo privato del paese. Uno dei volti più noti e apprezzati della seconda rete di Stato ha ufficialmente rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di vicedirettore degli Approfondimenti. La notizia, rimbalzata con forza nell’ambiente mediatico, segna un punto di rottura definitivo dopo anni vissuti tra grandissimi successi di ascolti e crescenti tensioni interne. Il professionista è ormai a un passo dalla firma di un accordo estremamente vantaggioso con la concorrenza, lasciando l’azienda pubblica in una situazione di evidente affanno e costringendo i vertici di Viale Mazzini a tentare una disperata contromossa dell’ultimo minuto nel tentativo di trattenere una delle loro risorse più strategiche.

Il clamoroso addio alla televisione pubblica

I dettagli dell’operazione di mercato indicano che Milo Infante ha deciso di interrompere il suo storico legame con la Rai per cedere al forte corteggiamento dei vertici di Cologno Monzese. Alla base di questa decisione ci sono i risultati straordinari ottenuti alla conduzione del programma pomeridiano Ore 14, un vero e proprio feudo di ascolti che ha attirato le attenzioni dei concorrenti. La dirigenza di Mediaset è riuscita a strappare il decisivo consenso del giornalista offrendogli non soltanto un palcoscenico di primissimo piano, ma anche una solida prospettiva di crescita professionale all’interno dell’organigramma aziendale. Nonostante la gravità della situazione, la Direzione Approfondimento della Rai, guidata da Paolo Corsini, ha fatto sapere di non voler dare la partita per vinta, dichiarando l’intenzione di fare tutto il possibile per convincere il conduttore a fare un passo indietro e a rifiutare le lusinghe della concorrenza.

I nuovi scenari professionali nel polo privato

Le indiscrezioni relative al futuro impiego di Milo Infante descrivono un progetto editoriale di ampio respiro, focalizzato principalmente sulla valorizzazione della cronaca nera e giudiziaria in prima serata. Con la sicura riconferma di Gianluigi Nuzzi alla guida del consolidato appuntamento di Quarto Grado su Rete 4, il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi si troverebbe a disporre di due diverse trasmissioni di punta dedicate ai grandi gialli e alle investigazioni giornalistiche. Le prime ipotesi sul posizionamento della nuova trasmissione suggeriscono una collocazione strategica sulle reti ammiraglie, con Canale 5 o Italia 1 in cima alle preferenze. Questo inserimento si sposerebbe perfettamente con i piani aziendali di rilancio e ripopolamento dei palinsesti della seconda rete Mediaset, da tempo alla ricerca di una forte identità legata all’attualità e al racconto della realtà.

I motivi profondi della rottura istituzionale

La scelta di abbandonare i canali di Stato non è maturata all’improvviso, ma rappresenta l’epilogo di un lungo periodo caratterizzato da forti attriti, polemiche e faide interne al servizio pubblico. Negli ultimi mesi hanno pesato in modo decisivo i duri scontri a distanza con figure di spicco del panorama investigativo, come la criminologa Roberta Bruzzone, una vicenda che era stata persino segnalata dallo stesso Milo Infante al Comitato Etico aziendale. A questo clima di costante tensione si sono aggiunti i continui fastidi legati alla gestione quotidiana del palinsesto, con la trasmissione Ore 14 spesso costretta a subire chiusure anticipate o a finire al centro di accese polemiche con le altre produzioni della stessa rete. Di fronte all’ennesima dimostrazione di scarso sostegno istituzionale, nonostante i dati d’ascolto costantemente eccellenti, il giornalista ha ritenuto che fosse giunto il momento perfetto per accettare una nuova ed entusiasmante sfida professionale lontano da Viale Mazzini.

Le conseguenze immediate sui palinsesti futuri

L’imminente trasferimento del conduttore verso l’universo Mediaset apre una voragine difficile da colmare nella programmazione della televisione di Stato. Il successo pomeridiano della seconda rete dipendeva in larga misura dalla formula editoriale e dalla conduzione energica impressea a Ore 14, uno spazio che ora rischia di rimanere scoperto o di essere profondamente ridimensionato nella prossima stagione televisiva. Mentre a Cologno Monzese si festeggia l’arrivo di un professionista capace di spostare consistenti fette di pubblico, i vertici Rai si trovano costretti a pianificare una complessa ristrutturazione interna per individuare un sostituto all’altezza del compito, cercando al contempo di arginare la fuga di altri talenti verso la concorrenza privata.

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