
L’atteso accordo tra Iran e Stati Uniti non sarà firmato nelle prossime 24 ore. A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, che ha smentito le ipotesi circolate nelle ultime ore su una possibile firma imminente dell’intesa tra Teheran e Washington. Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, il governo della Repubblica islamica ritiene prematuro indicare una data precisa per la conclusione dei negoziati, sottolineando come permangano ancora elementi di incertezza nel confronto diplomatico con gli Stati Uniti.
Le dichiarazioni arrivano dopo giorni caratterizzati da un crescente ottimismo internazionale. Diversi osservatori e fonti diplomatiche avevano infatti lasciato intendere che il percorso verso un accordo fosse ormai vicino al traguardo, alimentando l’ipotesi di una firma già nel fine settimana. Tuttavia, da Teheran è arrivato un messaggio di prudenza. Baghaei ha spiegato che l’Iran deve mantenere un atteggiamento cauto a causa delle continue esitazioni attribuite a Washington e dei cambiamenti di posizione che, secondo la leadership iraniana, avrebbero caratterizzato alcune fasi della trattativa.
Le divergenze ancora aperte
Nonostante il rinvio, nessuna delle parti parla di una rottura dei negoziati. Al contrario, sia gli Stati Uniti sia l’Iran continuano a descrivere i colloqui come avanzati. Nelle scorse ore, esponenti delle due amministrazioni hanno confermato che il dialogo resta aperto e che l’obiettivo di raggiungere un’intesa condivisa continua a essere perseguito attraverso contatti diplomatici costanti.
Al centro del confronto restano soprattutto il futuro del programma nucleare iraniano, il destino delle riserve di uranio arricchito, l’alleggerimento delle sanzioni economiche e le garanzie richieste da entrambe le parti per l’attuazione degli impegni. Secondo indiscrezioni emerse durante i negoziati, gran parte dell’impianto dell’accordo sarebbe già stato definito, ma rimarrebbero alcuni aspetti tecnici e politici da chiarire prima della firma ufficiale.
Anche il tema della sicurezza nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale, continua a occupare un ruolo centrale nel confronto. La stabilità dell’area è considerata fondamentale non solo per i Paesi coinvolti direttamente nei colloqui, ma anche per gli equilibri economici internazionali.
Ottimismo ma nessuna data certa
Fino a poche ore fa alcune indiscrezioni avevano indicato come possibile una firma entro tempi molto brevi. Le parole di Baghaei hanno però raffreddato le aspettative, confermando che Teheran non considera ancora concluso il percorso diplomatico e che restano diversi elementi da definire.
L’impressione è che le due capitali siano impegnate in una fase particolarmente delicata della trattativa. Da una parte Washington continua a mostrare fiducia sulla possibilità di raggiungere un accordo, dall’altra l’Iran insiste sulla necessità di ottenere maggiori garanzie prima di assumere impegni definitivi.
Per il momento, quindi, l’unica certezza è che la firma non arriverà nelle prossime 24 ore. I negoziati proseguono e l’obiettivo di un’intesa resta sul tavolo, ma Teheran invita alla prudenza e respinge qualsiasi previsione sui tempi della conclusione di un dossier che continua a essere osservato con grande attenzione dalla comunità internazionale.


